Bianca(sniffa)neve

E morirono tutti felici e contentiUn universo fiabesco alternativo, dissacrante, irriverente e grottesco, cattivo fino al midollo. Un mondo parallelo dove rivivono, ma brutalizzati e tratteggiati a tinte fosche, quei personaggi fantastici che ognuno di noi ha imparato a conoscere fin dalla tenera età. Amandoli sognandoli coccolandoli, e perché no, odiandoli (come me, che ho sempre preferito la mitologia greco-romana e come Vangelo sul comodino tenevo le Fiabe Italiane  di Calvino).

Principesse addormentate, cenerentole, cavalieri biancoazzurroverdi sempre prevedibilmente buoni, elfi, maghi e fanciulli virtuosi fino alla nausea catapultati da mano sadica nel posto più tetro e infernale di tutti: il mondo di oggi.

Quello reale.

Un luogo senza speranza, perverso e deviato (e senza asteroidi).

E così Aladino diventa un richiestissimo consulente telefonico al servizio di disperati e lussuriosi della peggior specie, Pollicino un immigrato di colore che ha perso tutte le dita di una mano tranne il pollice (!), la tenerissima Piccola Fiammiferaia una gigantesca e disperata baldracca sfruttata senza pietà da un magnaccia violento e sadico. Il clou è Biancaneve, calata nei panni di una squilibrata cocainomane che con l’aiuto dei sette nani (forzuti operai siderurgici) tenta di sposare il principe di turno, uno sprovveduto industrialotto.

Sono solo alcuni dei personaggi che animano le pagine di “E morirono tutti felici e contenti“, geniale sarabanda letteraria curata da Massimo Avenali, fotoreporter e scrittore di origini abruzzesi. Pubblicazione targata Neo Edizioni. Antologia al vetriolo, con diciotto fiabe della tradizione classica europea rivisitate, riscritte, smontate, fatte a pezzi e poi ricostruite da altrettanti autori sotto il segno corrosivo ed impietoso dell’ironia. Nera ironia, nerissima. Ad uso e consumo di un pubblico adulto. Con l’obiettivo di aprire scenari alternativi, nuovi punti di vista, ribaltando l’immaginario collettivo. Senza tralasciare la riflessione sociologica su vizi e virtù del Belpaese che si porta sempre. In soldoni un lavoro estremamente godibile, disarmante e senza dubbio originale, capace di suscitare nel lettore risate sfrenate e amare allo stesso tempo.

Conosce gli Acta Sanctorum e la battaglia di Leuttra, crede di vivere nella Roma augustea, non sopporta l’ignoranza, invoca il napalm e gli asteroidi, fuma come un turco e si emoziona come un bambino ogni volta che sente parlare di pestilenze, apocalissi e catastrofi varie. Crede fermamente che i tabacchini e le librerie siano un assoluto segno di civiltà. Il suo sogno nel cassetto è assistere alla fine del mondo, nel frattempo compra legge ricompra e rilegge libri in maniera ossessivo-compulsiva.

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