Bukowski. Genio della letteratura alcolica.

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“Per ogni Giovanna D’arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra parte dell’altalena.”

Charles Henry Bukowski, uno dei più famosi e innovativi esponenti della letteratura che piace a me e dall’alcolismo americano. Ha scritto decine di racconti, romanzi e poesie. Io Pian piano prende forma il suo odio per la gente normale, per il padre e per le donne perbene; parallelamente inizia a diventare anarchico e antisitema, dipendente dall’alcool, dalle sigarette, dalle puttane e dal sussidio equino.

Il mio libro preferito è “Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni.“, composto da 42 racconti che descrivono in chiave autobiografica vari aspetti della vita di zio Buk.

Genio o barbone? Entrambi.

“Ha cinquant’anni, è senza soldi, ha lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia, lui che ama il vecchio Hemingway, lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse di cavalli, lui che ci sta per salutare adesso perchè ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco. Lui, un pazzo innamorato, beffardo, tenero, candido, cinico, i cui racconti scaturiscono tutti da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.”

Zio Buk scriveva perchè non poteva farne a meno. Lui scriveva per il gusto di farlo. Lui ha fatto irruzione nella tradizione americana letteraria parlando di uno scarto: se stesso.

Leggete qualche poesia di zio Buk. Ha saputo descrivere una puttana con amore. Quanti ci sono riusciti?

Il buon vecchio Buk ha inoltre sceneggiato Barfly, Moscone da bar, dove appare in un cameo.

Dal romanzo Factotum, dove Henry Chinaski non viene preso come soldato per la Seconda Guerra Mondiale e si dedica svogliatamente a lavoretti precari e ad epocali sbornie, è stato tratto il film Factotum.

La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.

 

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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