Era il 1988

paris_bouquinistes

A gennaio, Nelson Mandela esce per la prima volta di prigione dall’inizio della sua carcerazione, nel 1964; a febbraio viene presentata la nuova Fiat Tipo, in Canada ci sono i Giochi olimpici invernali, a Sanremo Massimo Ranieri vince con Perdere l’amore; a marzo 300 mandati di cattura vengono inoltrati – tra Napoli Palermo e New York – nell’ambito dell‘indagine Pizza Connection, portata avanti da FBI e Polizia italiana; a maggio nasce il Salone del libro a Torino; a giugno viene approvata la legge Mammì sul controllo delle emittenti televisive; a giugno muore il fondatore dei Red Hot Chili Peppers, Hillel Slovak; a luglio c’è l’ultimo concerto pubblico del Quartetto Cetra; l’11 luglio nasce mio fratello Francesco; ad agosto Giovanni Paolo II pubblica la Lettera apostolica Mulieris dignitatem; a settembre il giornalista Mauro Rostagni viene assassinato in un agguato mafioso; a novembre George Bush senior divente il 41° presidente deli Stati Uniti d’America; a dicembre Arafat viene ricevuto dal Papa.

etc etc etc..

Era il mese di settembre, avevo sei anni e mezzo e iniziavo a mettere insieme le letterine dell’alfabeto.

Inizia così la mia splendida avventura nel mondo delle parole in sequenza.

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*