Short Stories. Hemingway racconta.

“Cos’era il suo talento, in ogni caso? Era talento, certo, ma invece di sfruttarlo Henry vi aveva speculato su… E lui aveva scelto di guadagnarsi la vita con qualcosa di diverso da una penna o da una matita.”

Tra i racconti più famosi di Hemingway, “Le nevi del Kilimangiaro” delinea in poche pagine una condizione umana in bilico tra rabbia e disperazione, crudeltà e tenerezza.

Zio Ernest parla di Harry, scrittore che ha sperperato il suo talento in una vita avventurosa e sregolata. Alle falde del Kilimangiaro viene ferito e la sua gamba va in cancrena. La sensazione che la morte sia vicina porta Harry a raccogliere tutte le sue forza per infierire su Helen, la sua compagna, rinfacciandole la smisurata ricchezza quasi fosse la causa del suo fallimento letterario. Emerge il rimpianto di aver rimandato l’appuntamento con la scrittura; Harry si rende conto di aver barattato il suo talento in cambio di una vita comoda e agiata, dove non c’è più posto per le fatiche della scrittura. Difficile non pensare che Harry sia l’alter ego dell’autore stesso.

Dalla violenza che descrive, dagli universi desolati che mette in scena, dai sentimenti che è capace di adottare, scaturisce la pietà: ecco la magia di Hemingway.

Hemingway

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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