Amico Fritz.

Comportamenti frivoli ed uso improprio della letteratura furono alla base dello scintillante stile di vita dei Fitzgerald, una delle coppie più rappresentative negli Stati Uniti degli anni Venti.

Appena finito di leggere “Belli e dannati” di Francis Scott Fitzgerald decisi che sarebbe stato uno dei miei libri preferiti.

“Nel 1913, quando Antony Patch aveva venticinque anni, erano già passati due anni dal momento in cui l’ironia, lo Spirito Santo di questi ultimi tempi, era, almeno teoricamente, calata su di lui. L’ironia era l’ultimo tocco alla lustrazione di scarpe, l’ultima carezza della spazzola dei vestiti, una specie di ‘Ecco!’ intellettuale: tuttavia sul limitare di questa storia egli non è ancora andato oltre lo stadio della consapevolezza.”

Zio Fitz tocca la fluttuante popolazione di benestanti che affolla i ristoranti, i cabaret, i teatri e gli alberghi. Gente alla deriva in un mare di lussi , senza l’ancora di una casa e lontani anni luce dalle responsabilità; gente senza radici e senza basi.

belliedannati

In “Belli e dannati” l’autore narra il mondo brillante e perdigiorno, di cui era diventato specialista, per rivelarne la vacuità. Il protagonista Anthony Patch, un giovane appena uscito da Harvard disilluso e viziato, conta di fare la bella vita della New York del secondo ventennio del Novecento, sperperando la rendita familiare e contando sull’eredità del ricco, vecchio e conservatore nonno. Accanto a lui Gloria Gilbert, una bellissima ragazza senza valori e con un io spropositato che diverrà sua moglie.

La generazione che ci racconta zio Fitz è lontana dalle fatiche del lavoro ma pronta a dare feste tutte le sere, è immersa nell’alcol (siamo negli anni del proibizionismo) e nella superficialità dell’estetica. L’autore, dopo essersi lasciato vivere da quegli anni Venti, punta un dito contro quella società che lui conosce tanto bene.

Anthony e Gloria, belli e dannati che cercano il successo e la felicità senza fare nulla per procurarseli.

“L’intimità si crea così. Prima si dà il miglior ritratto di se stesso, un prodotto splendente e rifinito, ritoccato di vanterie e falsità e umorismi. Poi diventano necessari i particolari e si dipinge un secondo ritratto e poi un terzo… In breve i lineamenti migliori si cancellano… e finalmente si rivela il segreto: i piani dei ritratti si sono mescolati e ci hanno tradito, e per quanto continuiamo a dipingere non riusciamo più a vendere un quadro.”

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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