Il marziano.

Gianfranco Marziano ha raggiunto la notorietà tramite un serrato passaparola tra i fan che fin dagli anni ’90 si scambiavano audio-cassette con i suoi racconti psichedelici, caustici e privi di ogni forma di censura.

gianfrancomarziano

Per me il Marziano è una sorta di Bukowski salernitano; nel suo linguaggio senza fronzoli, pieno di bestemmie e colorito da quella sfumatura che solo il nostro dialetto può dare, si dimostra un genio senza eguali, un filosofo dei poveri, un luminare dalle asciutte e crude verità. Il suo romanzo, Inferno, è di una crudeltà rara e destinato a lasciare il segno nella letteratura italiana.

Se Marisa fosse stata un prodotto sarebbe stata un prodotto equo-solidale, tipo quella cioccolata che non sa di un cazzo, con un vago aroma di mangime per pappagalli ed un odore speziato. Marisa invece odorava di maglioni ammuffiti e di capelli unti, ma era quanto di meglio Domenico potesse permettersi in quel periodo.”

Dei trentenni un po’ sfaticati, un po’ artisti ed in stato di decomposizione sono i protagonisti di questo libro, personaggi che mi sono parecchio cari perché in loro rivedo persone che conosco e che ho conosciuto.

Troviamo Domenico, reduce da una specie di storia con Marisa “che come tutte le brutte trasandate aveva uno stuolo di gente appresso che immaginava che fosse facile chiavarsela”; Claudio, che chiamato “filosofo” da zio Titino, è uno che, solo per noia, va in bagno e ne esce dopo 30 minuti senza aver evacuato nulla; Sergio, che in soli cinque giorni di lavoro alla ditta Sparviero riesce a collezionare infinite cazziate e figure di merda; Giacomo, aspirante scrittore e pezzentone senza vergogna che, praticamente, vive nelle biblioteche e nelle sedi Informagiovani; Taty, una ventenne oltre che viziata anche posseduta; Nico, leader fallito di una rock band che nessuno vuole sentire suonare.

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Una generazione votata all’ozio, che ha paura del lavoro, che ancora crede che andare a sentire una tribute-band sia una cosa incredibile, che si consacra all’equo-solidale… una generazione di trentenni che si è lasciata vivere.

Se siete appassionati del Marziano leggetelo, se non lo siete vi state METTENDO NELLO SBAGLIO e quindi rimerdiare leggendolo. Sono cento pagine di pura satira sociale del Faraone per otto euro e cinquanta che, secondo me, dovreste spendere.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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