La sombra del viento.

In aeroporto un raptus mi fece acquistare “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon. Fu tipo amore a prima vista, non sapevo nemmeno di cosa parlasse.

Per tutto il tempo una sorta di nebbia si posa sui libri, persi nel dimenticatoio, che popolano Il Cimitero dei Libri Dimenticati di Barcellona. Qui Daniel, accompagnato da suo padre, entra in possesso di un libro maledetto che cambierà il corso della sua vita, introducendolo nel mondo misterioso ed oscuro dello scrittore Julian Carax, l’autore di quel volume.

“Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti…”

barcellona

La scrittura passa da un delicato acquerello ad un colore forte della pittura ad olio dipingendo una storia surreale con personaggi dilaniati da fortissime passioni; lo stile evocativo di zio Carlos è capace di sussurrare e gridare con la stessa forza, di fotografare in ogni pagina una Barcellona dall’aspetto opalescente e stregato. Scoprirete che il vento, ogni giorno, con i suoi soffi, lascia infinite ombre che ci sfiorano e che non ci soffermiamo a guardare.

Dieci milioni di applausi a zio Carlos!

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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