Un vezzo di perle.

Il romanzo dell’americana Tracy Chevalier, “La ragazza con l’orecchino di perla“, nasce dall’intento di indagare sul quadro di Johannes Vermeer: “La ragazza col turbante” (che troviamo in copertina).

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Siamo nell’Olanda del Seicento quando la sedicenne Griet, la nostra protagonista, va a servizio dalla famiglia Vermeer; dovrà fare le pulizie nell’atelier del pittore e dovrà agire delicatamente senza spostare nè urtare nulla. Tra Griet ed il pittore nasce un rapporto di fiducia e complicità che sfocerà nel desiderio, da parte dell’artista, di farle un ritratto con indosso gli orecchini della moglie.

Nonostante sia una semplice sguattera, Griet coltiva passioni immortali ed universali: l’amore e l’arte; questa ragazza oggi vive fuori dal tempo ed è una delle sconosciute più famose al mondo.

La domanda che mi è rimasta più impressa del libro è stata: “Che colore hanno quelle nuvole, Griet?”… la risposta mi ha costretta ad andare alla finestra ad osservare le MIE nuvole.

L’uomo mi osservava, gli occhi grigi come il mare. Aveva un volto lungo e spigoloso, un’espressione ferma, in contrasto con quella della moglie, che guizzavacome la fiammella di una candela. Non aveva nè barba nè baffi, il che mi piaceva perchè gli dava un aspetto lindo. (…) Portava il cappello calcato sui capelli, che erano rossi come i mattoni bagnati dalla pioggia.”

Quando finirete di leggere il libro proverete un forte senso di perdita, come se un mondo meraviglioso vi fosse stato strappato a forza dalle mani.

E le vostre nuvole? Di che colore sono?

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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