Voglio essere stupido.

“Ad Antoine era sempre sembrato di avere l’età dei cani. Quando aveva sette anni, si sentiva logorato come uno di quarantanove; a undici, aveva il disincanto di un vecchio di settantasette. Ora, a venticinque anni, sperando in una vita un po’ più dolce, Antoine decise di coprire il proprio cervello con il sudario della stupidità. Troppo spesso aveva osservato che l’intelligenza è parola che designa sciocchezze ben costruite e sapientemente enunciate, ed è talmente traviata che sovente è più vantaggioso essere stupidi che intellettuali doc. L’intelligenza rende infelici, solitari, poveri, mentre mascherarla permette un’immortalità da rotocalco e l’ammirazione di quelli che credono in ciò che leggono. “

page

Ecco l’incipit della prima opera di Martin Page: “Come sono diventato stupido”, scritta con intelligenza e vivacità; è un libricino che si legge facilmente, pieno di sottile humor ed altrettanto pieno di citazioni che spaziano da Renoir a Nietzsche.

Page ha l’intuizione di far apparire l’intelligenza come una malattia e, se proprio volete saperlo, secondo me, ha avuto la giusta intuizione.. oggi essere intelligenti non va mica bene! Zio Page ci spiega perchè il suo protagonista vuole diventare stupido.

Antoine, il protagonista, è stufo di essere intelligente, è stanco di avere un’intelligenza che lo porta a riflettere su tutto e che gli permette di avere una coscienza. Questo suo bel cervello è sì il vaccino alla massificazione, ma ha come effetto collaterale l’estraniazione dal mondo delle luci sfavillanti, dei broker, delle auto costose, dei red carpet. Antoine soffre per la sua emarginazione e decide di mettere fine al suo essere intelligente, decide che dovrà categoricamente diventare stupido.

Zio Page è un antropologo e da tale ha buttato uno sguardo sull’odierna società malata, nella quale molto spesso si viene spinti a mettere il cervello in pausa e a farsi una tintura bionda; accusa in maniera forte un modo di vivere basato sull’apparenza e sul denaro, dove avere cervello ed avere la peste sono la stessa cosa. Zio Page io sono con te! Se essere intelligenti vuol dire far parte di quella minoranza sfigata che ancora riflette e pensa ed ha una coscienza, allora io, non solo ne faccio parte, ma ne vado anche fiera.

pecora_scozzese

Fotografia di Emanuela Ciliento. Scozia 2012.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*