mani calde

945Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e… ha le mani clade. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo! Poi mi alza la pelle sopra l’occhio come quando teniamo gli occhi chiusi e tiriamo la pelle per aprirli e farli storti, lo fa sempre Simone. A me questo dottore non mi pare proprio cattivo… Poi mi scopre e mi tocca le gambe. Mani calde”.

Il dottor Bozzi ha le mani calde. Può sembrare una banalità, eppure per Davide, che ha solo nove anni e si ritrova in coma in un letto d’ospedale, quelle mani calde rappresentano il filo sottilissimo che lo tiene in bilico tra la vita e la morte.

Le mani calde rappresentano la speranza di un ritorno, e sembra che ogni personaggio di questo romanzo ne abbia, a suo modo, uno in sospeso.

Le mani calde sono il termometro di un’anima che a volte è costretta a lasciarsi in sospeso.

Le mani calde rendono le persone meno distanti, e riescono a infondere il proprio calore anche ad un cuore raggelato da un apparente inutile cinismo.

Mani calde”, edito da Fazi Editore, non si caratterizza per la prosa ricercata, ma per la leggerezza con cui Giovanna Zucca, infermiera strumentista e aiuto-anestetista, al suo romanzo d’esordio, è riuscita a raccontare l’angoscia ed il dolore che si  insinuano quotidianamente tra le corsie ospedaliere.

L’amore, l’egoismo, i sensi di colpa, la speranza, la ricerca e il perdono sono solo alcuni degli elementi che si incastrano in un perfetto e labile equilibrio, dando vita ad un piramide di emozioni difficile da scalare.

Le mani calde sono quelle che vorremmo stringere nei momenti più difficili della nostra vita, per avere anche solo l’illusione di una possibilità.

Le mani calde comunicano più di mille parole.

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