Sofia.

“La tua faccia è tutta asimmetrica. (…) La metà sinistra della tua faccia ha l’aria ironica, spavalda. Sorride. Possiede l’aggressività delle donne capaci di farsi strada da sole. Questa sei tu da fuori. Vedi? Come sei con gli altri, come hai imparato a stare in pubblico. Non dimentico che sia una maschera, ma è come un bel vestito, come la dizione con cui hai cancellato l’accento che avevi. Il modo in cui ti vesti per uscire, no? Questo è invece l’abito per stare in casa. (…) Il sorriso scompare, è diffidente, quasi minacciosa. Sembra anche stanca: stanca di trovarsi lì, stanca di essere guardata.”

Il nuovo romanzo di Paolo Cognetti, “Sofia si veste sempre di nero”è una serie di dieci racconti con protagonista Sofia.

cover sofia

Sullo sfondo degli Anni di Piombo, assistiamo alla crescita di Sofia Muratore. Prima bambina con la passione per i pirati, dopo adolescente problematica e disturbata, poi attrice e cameriera a Brooklyn.

Sofia veste di nero forse perché non ama le sfumature, non vuole che il mondo la veda per ciò che è realmente, non vuole essere osservata da vicino, non vuole essere conosciuta. Si nasconde. In questo puzzle di dieci storie, c’è la deframmentazione progressiva dell’animo di una donna, che coincide con la difficoltà di quel difficile periodo che vai dagli anni ’70 agli anni ’80.

Una estenuante ricerca della felicità da parte di una donna inquieta ed orgogliosa che non vuole essere aiutata, non vuole salvataggi ma che, sotto sotto, cerca attenzioni ed affetto perché lei vuole essere felice adesso.

In fondo siamo tutti un po’ come Sofia; non è forse ascolto ed affetto ciò di cui abbiamo bisogno quando cadiamo?

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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