Vecchi Diavoli di Kingsley Amis

Kingsley Amis

Kingsley Amis

Il passato non è morto sepolto. In realtà non è neppure passatoW. Faulkner

Vecchi diavoli Kingsley Amis –  2012 Baldini Castoldi Dalai editore

Siamo alla metà degli anni 80, i coniugi Weaver, Alun e Rhiannon, fanno ritorno nel nativo Galles portando scompiglio nella loro cerchia di amici che ritrovano dopo trent’anni.

Malcom e Gwen, Charlie e suo fratello Victor, Peter e Muriel, Garth ed Angharad alla soglia dei settanta anni sono tutti, chi più e chi meno, pericolosamente dediti al bere. Ed alla loro terra sono legati da un rapporto viscerale.

Per loro“la sera comincia subito dopo la colazione” un modo colorito per ricordare quanto l’alcool sia  importante per riuscire a sopportare le frustrazioni  di un esistenza che arranca tra rancori e disillusioni.

Alun Weaver è un famoso poeta che ha fatto della “gallesità” la sua bandiera.

Solo per ottenere successo e fama? Si interrogano spesso gli amici. Viene spesso paragonato ad un suo illustre predecessore,  il poeta Brydan, altro gallese doc scomparso anni prima, alle cui pubbliche celebrazioni Alun viene invitato quasi ad ufficializzare un interminabile passaggio di testimone.

Tutto il romanzo è scandito da fitte conversazioni che avvengono nei luoghi più disparati: al Golf Club, al solito pub britannico: il Bible, nei rispettivi appartamenti, lungo interminabili passeggiate sulle scogliere.

Queste conversazioni sono sempre tese ad interrogarsi sul passato, a cercare di decifrarlo, nel tentativo di comprendere il significato di episodi avvenuti decenni prima che spesso, pure coinvolgendo molti di loro, rimangono nei ricordi di uno solo.

Fa tenerezza il ricordo della storia d’amore tra Peter, grasso uomo continuamente vessato dalla moglie Muriel, e Rhiannon, che li avvolge  in un legame che stenta a sciogliersi definitivamente.

Il passato, per Kingsley Amis, (padre di un altro famoso scrittore, Martin) sembra non avere connotati.

E’ un’entità vivente, che assume sempre la forma di colui che cerca di decifrarlo.

La lettura di “Vecchi diavoli” non è una lettura semplice, durante il racconto l’alcool scorre a fiumi rendendo i dialoghi volutamente confusi, i personaggi sono apatici, per loro il futuro non esiste, la bottiglia è il loro unico credo, la bottiglia ed il Galles.

Kingsley Amis con questo romanzo ha vinto il Man Booker Prize nel 1986, a coronamento di una carriera eccezionale, non a caso è, a mio modesto avviso, uno dei più grandi scrittori inglesi del secondo dopoguerra.

Muore nel 1995. Ci manca.

robitown

Sono nato negli anni 60. Non essendo ancora stati inventati i videogiochi ed i telefoni cellulari e dal momento che la Tv aveva solo un canale e con una limitata offerta di spettacoli, l’unico modo per combattere la noia è stata la lettura. Già, dimenticavo, nessuno mi chiamava per giocare a pallone perché ero troppo scarso. Il primo libro che ho letto e di cui abbia memoria è stato “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Da quel giorno l’avrò riletto circa 18 volte. Sono poi diventato un lettore ossessivo compulsivo. Le ultime pagine di un libro che mi appassiona, o che mi lascia indifferente, (perché esistono anche quelli), sono sempre accompagnate da un unico pensiero: cosa leggerò dopo? Preferisco gli autori di lingua inglese del novecento, americani ed inglesi in particolar modo. La morte di D.F. Wallace mi ha colpito come un tifoso della Juventus è stato colpito dalla morte di Gaetano Scirea. Ora vi lascio, c’è un capitolo di un nuovo romanzo che ho lasciato a metà.

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