Per questo Natale, ubriacatevi di libri!

albero natale libri«Lieto Natale, zio. Dio sia con te» gridò l’allegra voce di un nipote di Scrooge, il quale gli arrivò addosso così rapidamente che l’augurio l’aveva preceduto di poco.

«Bah!» fece Scrooge, «sciocchezze!»

Il nipote si era tanto riscaldato, camminando rapidamente nella nebbia e nel gelo, che sembrava tutto acceso; la faccia era bella rossa, gli occhi brillavano, il fiato fumava ancora.

«Sciocchezza Natale, zio?» chiese il nipote. «Non vorrai certo dir questo.»

«Sì, che lo dico» ribatte Scrooge. «Lieto Natale! Che diritto hai tu di essere lieto? che hai ragione hai di essere lieto? Non sei abbastanza povero?»

«Via!» rimbeccò gaiamente il nipote. «E che diritto hai tu di essere scontento? che ragione hai di essere di cattivo umore? Non sei abbastanza ricco?»

Scrooge, non avendo una risposta migliore, fece: «Bah!» di nuovo, e aggiunse un altro: «Sciocchezze!»

(Charles Dickens, Canto di Natale, BUR)

 

Charles Dickens ha scritto Canto di Natale nel 1843. Sono trascorsi quasi due secoli dalla sua pubblicazione, ma forse, mai come quest’anno, le parole del vecchio Scrooge sembrano rimbalzare a ragione sulle bocche degli italiani (e non solo).

«(…) che hai ragione hai di essere lieto? Non sei abbastanza povero?»

Ci avviciniamo alla fine di questo 2012 guardando con sospetto al nuovo anno che sta per arrivare. Sebbene questo freddo inverno sembri carico di sventure, noi di Alcolibri Anonimi brindiamo al fallimento della fetecchiosa profezia Maya e scegliamo di augurarvi un Buon Natale a modo nostro.

Se dovessi incontrare il mio personale Spirito del Natale Passato, probabilmente mi ritroverei su una banchina della Barceloneta ad osservare una barca a vela dal nome “La educaciòn es libertad”. A pensarci bene non era Natale, ma un novembre di qualche anno fa, eppure quella frase è rimasta impressa nella mia mente. Sono fermamente convinta che la conoscenza (la educaciòn) sia l’unico strumento che renda l’uomo libero.

Noi di Alcolibri Anonimi vi invitiamo a beffeggiare la crisi prediligendo “regali in libri”, contribuendo così alla diffusione della Cultura. Solo un popolo istruito e consapevole, infatti, possiede gli strumenti che gli consentono di fare le scelte adatte a migliorare il proprio futuro.

Pertanto, ecco i nostri personali “consigli per gli acquisti” per questo Natale:

Vita di Pi, romanzo dello scrittore canadese Yann Martel, in Italia edito da Piemme, che ha ispirato l’omonimo film di Ang Lee. Cosigliamo questo libro per la sua articolata semplicità: l’Autore riesce ad emozionare e commuovere il lettore attraverso la storia di due personaggi, e solo uno dei due è umano.

Sparta, un saggio storico di Edmond Lèvy, edito da Argo. Consigliamo questo libro non solo perché offre alcuni spunti inediti su cui riflettere, ma anche perché l’Autore accenna a Leuttra, una battaglia alla quale alcuni dei nostri autori sono molto affezionati, spesso al centro dei nostri dibattiti storico/nerd.

Sono tutte storie, l’ultimo libro di Nick Hornby, edito da Guanda. Lo consigliamo per due motivi. Il primo è dato dal suo autore: il buon Nick è sempre una garanzia, e in alcune lettrici il suo stile di scrittura riesce a risvegliare impulsi incontrollabili e inenarrabili. Il secondo deriva dall’elemento che caratterizza quest’opera, ovvero l’essere un libro che racconta di altri libri.

La lega antiNatale, il romanzo di Michael Curtin edito da Marcos y Marcos. Un libro divertente, ironico, decisamente contro il solito “buonismo” natalizio.

Dell’Autore Mordecai Richler, invece, indichiamo due titoli, entrambi editi da Adelphi: La versione di Barney, un romanzo inebriante, pur senza essere alcolico, e Jacob Due Due. Il secondo lo consigliamo perché c’è Zanna Incappucciata!

In nome della madre, dello scrittore napoletano, Erri De Luca, edito da Feltrinelli. La storia della più misteriosa e affascinante sulla nascita d’uomo raccontata da un Autore che, pur non essendo addentro al mistero della fede, riesce a emozionare profondamente provando a dare voce alla giovane donna di Nazareth.

Un cappello pieno di ciliegie, romanzo postumo della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, edito da Rizzoli. Quando la vita sfugge, il suo mistero interroga sempre. Quando una vita ha la consapevolezza di racchiudere in sé tante vite, la ricerca dei tanti padri e madri che l’hanno preceduta diventa una corsa contro il tempo per cercare un senso a quanto vissuto.

A volte ritorno (a nostro parere, orribile traduzione italiana del titolo “The Second Coming”), di John Niven edito da Einaudi. Una scrittura semplice ma godibile, ritmo da masticazione veloce, personaggi carismatici ai limiti dell’ordinario. Lo consigliamo caldamente perché Gesù Cristo ridiscende ai giorni nostri sulla terra, ed ora che si avvicina il Suo compleanno il tema è di grande attualità. Se scegliete di acquistare il libro per voi, acquisirete altri argomenti di discussione per poter finalmente parlare di notte con Gesubambino nella culla del presepe illuminato, andando oltre il blasonato tema “guerra fame brutto, fare qualcosa no?”; se il libro lo dovete regalare, verrete apprezzati per la vostra originalità, soprattutto se il destinatario è un parente cattolico praticante integralista. Ok, forse se la prenderà un po’ a male perché il libro contiene un po’ di blasfemia goliardica (ad esempio c’è Dio che prende a calci in culo Mosè per aver inventato di sana pianta i dieci comandamenti), mette insieme Gesù Cristo e Jimi Hendrix davanti ad un cannone di ganja e predica l’unico messaggio che il Creatore dei Cieli e della Terra avrebbe voluto trasmettere all’umanità sulla terra: “Fate i bravi”.

Il richiamo della foresta, dello scrittore statunitense Jack London, edito da Einaudi. Questo romanzo mi ha fatto appassionare alla lettura, rendendomi libera.

Per questo Natale, ubriacatevi di libri!

Auguri da tutti noi!

 

 

 

 

 

 

 

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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