A volte ritornano, ma con un titolo diverso

L'orlo argenteo delle nuvoleL’orlo argenteo delle nuvole è il romanzo d’esordio di Matthew Quick, in Italia edito da Salani. Un “libro vecchio” (la sua prima edizione risale al 2009) tornato in auge grazie al film di David O. Russell, Il lato positivo, che si è aggiudicato l’Oscar 2013 per la migliore attrice protagonista e che ha regalato il proprio titolo alla nuova edizione del romanzo.

Mi cospargo il capo di cenere e svelo che è per merito del film che sono venuta a conoscenza dell’esistenza di questo romanzo (ad essere sincera il merito è di Bradley Cooper… in fondo non è scritto da nessuna parte che la strada verso la cultura non possa essere lastricata di uomini avvenenti), ma ciò che mi ha convinto a leggerlo è stato lo strillo in copertina “Tra Nick Hornby e Forrest Gump, una commedia dolceamara che parla d’amore e follia”.

Affermare di essere devota a Nick Hornby è a dir poco ridondante; più di ogni altra cosa però, è stata quella follia ad attrarmi verso una storia che non si caratterizza per particolari colpi di scena, ma che riesce ad aprire un varco sulla fragilità umana, dimostrando che la prigionia più dura da sopportare è quella della propria anima.

I romanzi che ruotano intorno a melense storie d’amore sono noiosamente scontati, ma raccontare la follia, e descriverne le insensate sfumature, richiede una particolare sensibilità e una dedita attenzione ai particolari. Ogni individuo è un potenziale Pat Peoples, ma non tutti i Pat Peoples hanno l’occasione di lasciare alle spalle il proprio personale “postaccio” e provare a ricostruirsi una vita.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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