Calvin and Hobbes.

Le strisce intelligenti, irriverenti e divertentissime nate dalla mente del disegnatore americano Bill Watterson.

Calvin and Hobbes ( Comix ) è pieno di umorismo e osservazioni sagaci sui più svariati temi. Calvin è un bambino di sei anni, fantasioso e un po’ monello, e Hobbes è la sua tigre di pezza.

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Hobbes è quello che noi chiameremmo l’amico immaginario; quando lui e Calvin sono soli il tigrotto prende vita, quando invece siamo al cospetto dei genitori o della babysitter Rosalyn ridiventa un giocattolo di pezza inanimato. Neanche la piccola Siusi, amica di Calvin, riesce a percepire l’umanità di Hobbes.

L’idea di Watterson parte da due filosofi, Calvino e Hobbes, con diverse teorie sulla vita. Infatti, il piccolo Calvin è curioso, scalmanato, istintivo, con una fantasia inarrestabile e Hobbes è riflessivo, paziente e calmo.

Partendo da un piccolo accaduto, che si verifica quasi sempre a casa, Calvin riesce ad immaginare complotti intergalattici, epoche passate, altri mondi, avventure senza senso della misura. Come quando da una semplice scatola ne nasce addirittura un duplicatore atto alla clonazione! Si spinge un bottone e… boink! Il clone è servito! Hobbes non interferisce mai con i guai che Calvin combina, ma cerca sempre di ricordargli che la mamma si arrabbierà moltissimo!

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Sapete, leggere delle avventure del piccolo Calvin è quasi un sollievo. Oggi i bambini non hanno gli giusti stimoli, ne vedo troppi schiacciati con la faccia davanti uno schermo a rimbecillirsi. Prima si giocava a pallone all’aria aperta e si correva e ci si sporcava e si inventavano storie, adesso con la Wii (qualunque cosa essa sia) puoi fare sport restando tra le tue quattro mura. E la fantasia? Come gliela si sprona la fantasia se per abbattere un cattivo devono solo premere un pulsante?

Io faccio il tifo per Calvin. Forse perché ero come lui… e lo sono ancora.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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