Sabato Sera, Domenica Mattina

Sabato sera, domenica mattina

Sabato Sera, Domenica MattinaAlan Sillitoeminimum fax 2012

Arthur Seaton è un uomo di 22 anni, ubriacone, rissoso, non riesce a mantenere una relazione che sia duratura e mostra una particolare preferenza per una ben definita categoria di donne : quelle degli altri.
Operaio dell’industria inglese, lavora dal lunedì al venerdì in una fabbrica di biciclette, sempre facendo il minimo ed ottenendo il massimo dei risultati.

Già dalle prime righe il lettore segue il racconto di un week-end come un altro attraverso i monologhi interiori del protagonista e le lunghe rimuginazioni sulla vita, la società e su di un lavoro ripetitivo fino allo sfinimento.
Arthur non pensa mai al futuro semplicemente perché si vedrebbe srotolare davanti una serie infinita di giorni tutti uguali.
Se si potesse definire in due parole il carattere di Arthur, potremmo dire di lui che è un cinico ed un anticonformista.

I’m me and nobosy else, whatever people think I am or say I am, that’s what I’m not, because they don’t know a bloody thing about me”, si sente dire ad Arthur in una delle più famose citazioni del romanzo:
Sono io e nessun’altro, qualsiasi cosa la gente pensa di me o dice di me, io non lo sono, perchè non sanno una sola maledetta cosa su di me”, (libera e personale traduzione).

Si potrebbe aggiungere a questo punto che Arthur sia stato un precursore del giovane ribelle che popolerà le piazze del mondo solo pochi anni dopo, ma lui, essendo un cinico, non avrebbe partecipato a rivolte e manifestazioni, anche se ne avrebbe sicuramente compreso le ragioni.

Allan Sillitoe, che pubblicò questo romanzo nel 1959, fu annoverato dalla critica del tempo come uno degli scrittori facenti parte della cerchia degli “Young angry men”, giovani arrabbiati.

Manco a dirlo ha sempre rifiutato questa etichetta.

Roberto

Sono nato negli anni 60. Non essendo ancora stati inventati i videogiochi ed i telefoni cellulari e dal momento che la Tv aveva solo un canale e con una limitata offerta di spettacoli, l’unico modo per combattere la noia è stata la lettura. Già, dimenticavo, nessuno mi chiamava per giocare a pallone perché ero troppo scarso. Il primo libro che ho letto e di cui abbia memoria è stato “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Da quel giorno l’avrò riletto circa 18 volte. Sono poi diventato un lettore ossessivo compulsivo. Le ultime pagine di un libro che mi appassiona, o che mi lascia indifferente, (perché esistono anche quelli), sono sempre accompagnate da un unico pensiero: cosa leggerò dopo? Preferisco gli autori di lingua inglese del novecento, americani ed inglesi in particolar modo. La morte di D.F. Wallace mi ha colpito come un tifoso della Juventus è stato colpito dalla morte di Gaetano Scirea. Ora vi lascio, c’è un capitolo di un nuovo romanzo che ho lasciato a metà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*