Mina

mina_almondMina è una bambina dai capelli neri. Mina è strana. Mina è una disadattata anche in mezzo ai disadattati. Mina adora la notte e ama starsene su di un albero a guardare gli uccelli e la vita che la circonda. Mina sa che suo padre si è addormentato per sempre e prova anche ad immaginare com’è fatto un Paradiso. Mina ha un’immaginazione fervida, talmente fervida che a scuola viene sempre rimproverata dalla maestra, che non la capisce. Mina sa che tutta l’oscurità verrà sempre sconfitta dalla “bellissima bellezza del mondo”, Mina ci crede, DEVE crederci. Mina riflette spesso, e decide di mettere le sue riflessioni in un diario.

La sua non sarà una scrittura ordinata e, in fondo, perché dovrebbe esserlo? I pensieri non sono mica ordinati? “Chi l’ha detto che un libro deve raccontare una storia seguendo una monotona linea retta? Le parole dovrebbero vagare e serpeggiare. Volare come gufi, saettare come pipistrelli, scivolare furtive come gatti. Mormorare e urlare, danzare e cantare. A volte non dovrebbero proprio esserci parole. Solo silenzio. Solo puro spazio bianco.”

L’unica a non credere che Mina sia pazza è la sua mamma. La sua adorata mamma. La sua coraggiosa mamma.

“Comunque, cosa hai combinato oggi?”
“Ho parlato con una signora che ha male alle ossa, ho ballato per chiamare Persefone, sono stata nel sogno di un’altra persona, ho pensato alla pipì, al sudore e alla saliva, ho letto Nel paese dei mostri selvaggi e ho scritto le mille parole della felicità.”

Ride di nuovo.
“Giornata molto impegnativa, mi pare.”

Mina, La storia di Mina, nasce dalla penna dell’autore di Skellig, David Almond.

L’autore, in occasione del conferimento dell’Andersen Award disse che “Ogni parola scritta, ogni frase, ogni storia, non importa quanto possa sembrare triste, è un atto di ottimismo e di speranza, di resistenza alle forze della distruzione… Le storie, come i ragazzi, hanno il potere di restaurare l’innocenza, e ricreare il mondo.”
Ed è proprio questo lo spirito che usa per creare la sua Mina, una bambina indifesa ma coraggiosa. Una bambina che piega la tristezza e la usa nel modo migliore, incanalandola nelle sue dita e nella sua scrittura. Dalla stranezza e dai problemi di Mina, nascono pagine meravigliose piene di Snaloquaci, strudelini ai fichi e archeotterigi.

Almond ci mette davanti a pagine bianche scritte con il nulla o a pagine piene di non-sense. Ma non preoccupatevi, in fondo… scrivere è come portare a spasso le parole. Che mondo sarebbe senza fantasia? Soprattutto, che mondo sarebbe senza la fantasia di Mina?

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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