Argilla, prendi vita!

David Almond dice che “Con i ragazzi non si bluffa, non si può essere noiosi, non te lo perdonano. Solo se si è concreti e realistici si riesce a rendere credibile l’incredibile.”
Ed i libri di Almond hanno davvero qualcosa di incredibile.

Argilla è il terzo libro di Almond che leggo, il prossimo sarà Il grande gioco. Con Almond è sempre così… leggi uno dei suoi libri e poi non ne hai mai abbastanza: storie mai banali e scrittura ipnotica.

argilla

“Un moderno “Frankestein”. Nella piccola cittadina di Felling è arrivato un ragazzo nuovo: Stephen Rose. Ha una pelle lucida, uno sguardo ossessivo, ipnotico, e un odore nauseante. Non ha genitori. Non ha amici. Sul suo conto girano molte voci e pettegolezzi, ma una cosa è certa: c’è qualcosa di magico nelle strane creature che Stephen modella con la creta. I due chierichetti Davie e Geordie dovrebbero stargli alla larga? Oppure diventare suoi amici? Forse Stephen potrebbe essere un alleato nell’aspra lotta contro quel mostro di Mouldy e la sua banda…”

Argilla è un libro cupo e tenebroso, a tratti ho avuto paura e l’ho chiuso… ma la trama era così avvincente che, dopo qualche minuto, lo riaprivo e mi rimettevo a leggere.

Tema centrale del romanzo è il parallelismo tra il bene (impersonato dal chierichetto Davie) ed il male (impersonato dall’ambiguo e terrificante Stephen). Ma dove finisce il bene e dove inizia il male? L’argilla prende vita e, proprio come gli esseri umani, ha un lato buono ed uno cattivo. Quale sarà il lato predominante?

Un romanzo di formazione per ragazzi, ma adattissimo anche per gli adulti. Non è mai presto per imparare che il male è là fuori, e non è mai troppo tardi per ricordarsene.

 

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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