La verità sul caso Harry Quebert

4527328_0“Harry se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quale sceglieresti?”

“Rigiro a te la domanda.”

“Io salverei L’importanza di saper cadere.”

“Mi trovi pienamente d’accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.”

Marcus Goldman, il formidabile, dopo il grande successo ottenuto in seguito alla pubblicazione del suo primo romanzo, si trova ad affrontare una caduta camuffata da quello che i più definiscono il blocco dello scrittore. L’unica persona che potrebbe aiutarlo a superare questo momento di impasse però, è coinvolta in una vicenda dai risvolti oscuri. In seguito al ritrovamento di un cadavere nel suo giardino, infatti, Harry Quebert, amico e mentore di Marcus, viene accusato dell’omicidio di Nola Kellergan, una giovane ragazza scomparsa nel 1975, alla tenera età di quindici anni. A Marcus non resta che trasferirsi ad Aurora, tranquilla cittadina del New Hampshire, trovare le prove che possano scagionare il suo amico, e salvarlo da una condanna che lo condurrebbe sicuramente alla sedia elettrica.

La verità sul caso Harry Quebert, in Italia edito da Bompiani, è probabilmente uno dei romanzi più belli che abbia letto negli ultimi anni. Un racconto di 775 pagine (se anche voi come me siete dei lettori notturni ed eventualmente amanti degli eBook, a meno che non desideriate allenare i vostri bicipiti, considerata la mole del volume, optate per la versione in formato elettronico) che non annoia mai il lettore e che, pagina dopo pagina, lo induce a chiedersi: chi è Nola Kellergan e cosa le sarà accaduto la notte di quel 30 agosto del 1975?

La maestria di Joël Dicker, autore ginevrino di appena ventotto anni (pochi sono gli Autori che in così giovane età possono vantarsi di aver visto tradotto il proprio romanzo in venticinque paesi), è di essere riuscito a dar vita ad un metaromanzo perfettamente equilibrato. Se da un lato Dicker accompagna il lettore alla scoperta delle vicende che hanno portato alla morte di Nola, dall’altro delinea un vero vademecum sul come diventare uno scrittore di successo, e non solo. Attraverso i consigli dispensati da Harry Quebert al suo caro Marcus, che intervallano i diversi capitoli, Dicker offre al lettore un ulteriore spunto per comprendere le dinamiche che lo hanno portato alla costruzione di una storia sorprendente e ben costruita. Joël Dicker può essere considerato lo scrittore tipo per gli amanti della lettura, ma anche per i lettori più svogliati, che neppur volendo riuscirebbero a distogliere l’attenzione dalle pagine di questo libro.

Un imperdibile romanzo sulla natura umana e le sue fragilità.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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