La versione di Mordecai

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«Mi scusi, ma lei non è mica Mordecai Richler?”. “Si”. “Oh. Posso stringerle la mano? Ho letto quello che ha scritto, sa. Lei è un fenomeno”. “Be’, grazie…”. “Ma mi tolga una curiosità. Di vero mestiere lei sarebbe?”. Potrebbe rispondere che è un piazzista, uno dei tanti. E, in realtà, lo è anche stato. Ma lui non risponde. Lascia cadere e passa avanti. E’ solo una delle tante battute – oserei dire freddure – che contraddistinguono la letteratura questo Bukowski ebreo-canadese, scomparso nel 2001 a 70 anni per un tumore ai polmoni, essendo stato un incallito fumatore di sigari come Barney Panofsky, il suo alter ego protagonista del suo libro più conosciuto “La versione di Barney” pubblicato nel 1997 e diventato un film nel 2010, diretto da Richard J. Lewis con Paul Giamatti (nei panni di Barney) e Dustin Hoffman, che nel film interpreta il padre, Izzy. Anche Mordecai, come Barney, ha sposato due donne, dalle quali ha avuto quattro figli.  Lo so che state pensando a questo: “adesso ci vorresti fare la recensione de “La versione di Barney”? Beh, troppo facile”. E invece no. Il tema resta sempre questo splendido libro cui – lasciatemelo dire – il film non ha reso troppa giustizia, ma vi parlerò di un libro che ne racconta il dietro le quinte.

Pubblicato nel marzo del 2011 “Mordecai” è un volumetto di appena 106 pagine, curato da Matteo Codignola che per la stessa casa editrice aveva già curato la traduzione de “La versione”. Il volume si apre con un breve racconto di Richler “Diario di un ambulante”. Ma, dopo aver apprezzato ancora una volta la sua genialità, il vero pezzo forte è la seconda parte dal titolo “Papà, il film e io” scritto da Noah Richler, primogenito di Mordecai. Noah racconta della sua esperienza sul set del film. E’ un viaggio emozionante, carico di sentimenti ma anche di momenti assai comici. Ma la cosa davvero interessante è entrare nel dietro le quinte del film dove scoprirete tanti piccoli segreti dei due attori principali, Giamatti e Hoffman, alle prese con la costruzione dei loro personaggi. Un libro che si legge tutto d’un fiato e che, per chi non avesse ancora letto il libro, è davvero consigliato.

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