La libreria dello spettacolo a Milano

Abbiamo intervistato la simpatica e gentile Maria Cristina che gestisce una delle librerie più belle e suggestive di Milano.
La Libreria dello Spettacolo è una deliziosa libreria indipendente tutta dedicata al mondo dell’arte e dello spettacolo, dal cinema muto degli anni ’30 allo spaghetti-western, dalle sceneggiature ai saggi, dai libretti d’opera agli spartiti… un posto dove i patiti di ogni filone artistico perderanno la testa.

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Maria Cristina, in che anno hai aperto la libreria?
Ho aperto la libreria nel maggio del 1979.

Da dove nasce la tua passione per lo spettacolo e tutto ciò che ruota intorno ad esso?
Non so bene… Forse da mio nonno che quand’ero una bambina di sette, otto anni, d’estate, al mare, mi portava sempre al cinema. Nel cinema all’aperto vicino a casa, con un biglietto vedevi due film e forse io, bambina, non pagavo neppure. Certo mio nonno trovava questo molto conveniente! E così… ho cominciato a conoscere attori, film etc. Ho anche imparato a stare ferma e attenta per parecchie ore. Una bella scuola!

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Qual è la linea editoriale della tua libreria? Da te si possono trovare sia libri vintage che qualcosa di più recente?
Da noi si trova possibilmente tutto ciò che è appena editato sul cinema, teatro e musica. Poi c’è molto vintage anche perché, dopo pochi mesi, il nuovo non si trova più e noi cerchiamo di rimpiazzarlo con edizioni magari vecchie  ma molto belle e accreditate.

Qual è il tuo cliente tipo?
I nostri clienti sono generalmente giovani, studenti, appassionati di cinema, ragazze che vogliono fare teatro… e comunque è un pubblico selezionato. Chiaramente si seleziona automaticamente perché se uno decide di entrare qui deve avere dei gusti culturali mediamente elevati.

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L’ambito dello spettacolo che più avvicina le persone ai libri? Quali sono i libri che vendi di più?
I libri di musica e di teatro, sicuramente.

Spesso essere artista è solo uno status da esibire, quasi non esistono più le sceneggiature di una volta o le grandi e carismatiche stelle del teatro. Cosa ne pensi? Cosa proporresti per incentivare la cultura dello spettacolo?
Non credo che l’arte o la cultura siano in declino. Penso che l’ “ultracafonal” che invade l’Italia come un melma asfissiante faccia molta impressione proprio perché è così volgare e chiassosa ma la cultura vera, sommessamente e in silenzio si affina. Sono piani totalmente separati: due mondi. Io, e quelli che vengono qui, non lo vedono neppure quell'”ultracafonal” che ammorba l’aria. Andiamo a teatro, ai concerti e lì, c’è un altro mondo! Sobrio, silenzioso, educato e si va avanti… Ragazzi giovanissimi che studiamo già da anni musica e suonano in prestigiose orchestre, ragazze deliziosamente eleganti, senza trucco, sorridenti, educate, cercano di fare i provini per serissimi teatri e si educano, studiano, cercano rapporti solidi… insomma, finirà tutta questa volgarità e sarà un triste tonfo per chi avrà puntato sul “tutto e subito”!

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Ora, voglio sapere qual è il tuo mito del mondo dello spettacolo!
Non ho miti ma grandi amori.. Cosa dirvi? LEGGETE… ragazzi… LEGGETE! LIBRI!!! Libri di carta, toccateli, mettetevi “Romeo e Giulietta” sotto il cuscino… e la mattina  scoprirete cos’è l’amore.

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Tutte le fotografie sono a cura di Ersilia Catino.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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