Vite in radio

Radiopirata, opera prima di Francesco Carofiglio, è un libro generazionale, per chi aveva vent’anni negli anni ’80, per i ventenni di oggi e per chi nostalgicamente ama immergersi in un racconto di vita della provincia del sud Italia. Edito da Marsilio, nella collana Romanzi e racconti, l’Autore narra la storia di Francesco, Tonio, Giovanni e don Lorenzo, tra sogni e progetti di vita ambientati nel 1981 ad Aquilana, piccolo centro dell’entroterra lucano.

Carofiglio, “fratello dradiopirata-carofiglio_t’autore” del magistrato e scrittore Gianrico, traccia quattro profili interessanti: Francesco “Ciccio” lavora in un negozio di dischi, ma vorrebbe fare il deejay; Tonio è appassionato di elettronica ma aiuta il padre nell’officina di famiglia; il bel Giovanni è una promessa del calcio ed è fidanzato con Teresa, che sogna di fare il medico; Lorenzo è un sacerdote sui generis, con la passione per Jimi Hendrix.

Attraverso il racconto delle loro vite, la storia scorre piacevolmente, accompagnando il lettore in un contesto sociale in cui i rapporti umani, il senso dell’amicizia, la disponibilità ad aiutarsi vicendevolmente, sono valori ancora forti e vissuti più profondamente rispetto alle metropoli e ai condomini anonimi dei grandi centri urbani. Punto di incontro e di cambiamento delle rotte di vita dei quattro è la nascita della stazione radio, Radiopirata appunto, che ridesta il paesino e i suoi abitanti da un letargo che sembra essere quasi ancestrale, atavico.

«Lupo Solitario sgranava parole a raffica, con la voce che saliva e scendeva come un ottovolante. Parlava della bellezza, che le cose ci stanno intorno e ci guardano, e sta a noi saperle interrogare, per alcuni quelle cose sono mute, per altri parlano. Lorenzo sorrise. Quel ragazzo aveva talento, pensò. E il talento è un dono di Dio».

 

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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