Zombie a Rebibbia

Quando ho saputo dell’uscita di Dodici di Zerocalcare non vedevo l’ora di leggerlo, perché ZC non mi ha mai deluso. Con lui è come giocare a freccette e fare sempre centro.

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“Zerocalcare (il personaggio) è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all’amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa. Prendendosi una pausa dal suo abituale sguardo sul mondo (e da se stesso come protagonista) Zerocalcare (l’autore) lascia andare a briglia sciolta le sue innumerevoli paranoie apocalittiche e racconta una storia avventurosa di rivalsa, rancore e speranza per il futuro, che fa il giro largo per spiegare l’incrollabile amore per un quartiere che tutto il mondo crede essere solamente un carcere. ”

Eccola qua l’apocalisse che tutti abbiamo sempre previsto! Un’invasione di zombie a Rebibbia, che forse si espanderà anche nel resto del mondo… chi può dirlo!
ZC ci tiene a presentare Rebibbia, il suo amato quartiere, non solo come il posto dove c’è il carcere, ma anche come il posto che lui ama e dal quale non ci si allontana tanto facilmente.

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Dodici non ci delude.
Umorismo, citazioni nerd, critiche alla società tramite le sottili metafore di Zerocalcare… insomma tutto il pacchetto. Se non fosse che, questa volta, la costruzione della storia è decisamente più articolata e si snoda tramite continui flashback (bella l’idea cromatica per gli sbalzi temporali) intrisi di considerazioni, un po’ amare e un po’ speranzose, sul futuro di Rebibbia e di Roma tutta.
Una bella prova per ZC e per la Bao Publishing.

Sicuramente consigliato, anche se il volume che preferisco di ZC rimane sempre Ogni maledetto lunedì.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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