Le intermittenze della morte

“Conoscete solo questa piccola morte quotidiana che sono io, questa che persino nei peggiori disasti è incapace di impedire che la vita continui, un giorno verrete a sapere cos’è la Morte con la lettera maiuscola, e in quel momento, se lei, improbabilmente, ve ne desse il tempo,  capireste la differenza reale che c’è fra il relativo e l’assoluto, fra il pieno e il vuoto, fra l’essere ancora e il non essere più, e quando parlo di differenza reale mi riferisco a qualcosa che le parole non potranno mai esprimere, relativo, assoluto, pieno, vuoto, essere ancora, non essere più, che cosa sono, signor direttore, perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all’altro, sono instabili come le ombre,  ombre di se stesse, tanto che ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchiglie,  di cui a stento si sente il respiro, tronchi tagliati.”

José Saramago – Feltrinelli

Mi capita di osservare il mondo attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica, ma alcuni degli istanti più belli li ho immortalati con la fotocamera del cellulare. Le immagini, così come le parole, riescono a raccontare la bellezza e la malinconia della vita, e tra una foto e l’altra provo a sedare le giornaliere, e troppo poco spesso amene inquietudini, lasciandomi coccolare dal mio gatto Macs. Una donna fusa stregata dalle fusa, che ama perdersi tra le pagine di un libro.

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