Viaggio al termine della notte

“I tramonti di quell’inferno africano si rivelavano straordinari. Non te li toglieva nessuno.  Ogni volta tragici come mostruosi assassinii del sole. Un immenso bluff. Soltanto che c’era troppo da ammirare per un uomo solo. Il cielo per un’ora si pavoneggiava tutto spruzzato da un capo all’altro  d’uno scarlatto delirante, e poi il verde scoppiava in mezzo agli alberi e s’innalzava dal suolo a strisce tremanti fino alle prime stelle. Dopo di che il grigio riprendeva tutto l’orizzonte  e poi di nuovo il rosso, ma allora stanco il rosso e non per molto. Finiva così. Tutti i colori ricadevano a brandelli, afflosciati sulla foresta come vecchi stracci alla centesima replica. Ogni giorno verso le sei era esattamente così che andava. E la notte con tutti i suoi mostri entrava allora in ballo tra mille e mille rumori di gole di rospo.”

Louis-Ferdinand CélineCorbaccio

Mi capita di osservare il mondo attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica, ma alcuni degli istanti più belli li ho immortalati con la fotocamera del cellulare. Le immagini, così come le parole, riescono a raccontare la bellezza e la malinconia della vita, e tra una foto e l’altra provo a sedare le giornaliere, e troppo poco spesso amene inquietudini, lasciandomi coccolare dal mio gatto Macs. Una donna fusa stregata dalle fusa, che ama perdersi tra le pagine di un libro.

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