Longobardi!

Dall’arrivo in Italia nel 568 dopo Cristo alla resa, nel maggio 1077, di Gisulfo II asserragliato nella rocca di Salerno nel tentativo, vano, di resistere ai normanni di Roberto il Guiscardo. E’ un arco temporale lungo sei secoli quello trattato in Langobardiaed. Ar, euro copertina Langobardia jpg40- di Tommaso Indelli. E’ una vera e propria summa della storia dei Longobardi “italiani” il volume di Tommaso Indelli, giovane ricercatore di storia medievale presso l’Università di Salerno ed autore di numerosi lavori dedicati prevalentemente al Mezzogiorno in epoca altomedievale. Di tutte le sue opere Langobardia è, sotto molti punti di vista, la più completa ed affascinante.

In primis perché affronta in maniera esaustiva la storia dei Longobardi in Italia, troppo spesso limitata a quella del Regno di Pavia. L’esperienza longobarda, infatti, non si chiude nel 774 con la sconfitta di re Desiderio ad opera di Carlo, non ancora imperatore del Sacro Romano Impero ma “semplice” re dei Franchi: per altri tre secoli la Langobardia minor, ovvero i ducati (in seguito principati) di Benevento, Salerno e Capua, sarà una realtà viva e vitale non solo nel panorama italiano, ma in quello europeo. I sovrani longobardi del Mezzogiorno, infatti, saranno pienamente inseriti nelle dinamiche politiche e diplomatiche del tempo, trattando, e spesso combattendo, con gli imperatori germanici e quelli bizantini, con il papato e gli emiri mussulmani. Senza dimenticare la vivacità sociale e culturale della Langobardia minor.

Materia complessa che, tuttavia, l’autore non solo ben padroneggia, ma riesce a rendere accessibile anche ai non addetti ai lavori. L’unico ostacolo resta, ma è inevitabile, quello di districarsi tra la miriade di protagonisti di questi sei secoli di storia longobarda, quasi tutti omonimi. Condivisibile la scelta di dividere la trattazione non solo per aree geografiche, ma anche separando in distinti capitoli la narrazione degli eventi e la descrizione degli assetti giuridico-istituzionali e sociali delle compagini statuali longobarde. Probabilmente alla fruibilità complessiva dell’opera avrebbe giovato una ripartizione ulteriore in paragrafi dei capitoli.

Potrà sembrare paradossale, ma uno dei punti di forza di Langobardia è rappresentato dal ricco apparato di note a corredo dei singoli capitoli. Si tratta di un vero e proprio libro nel libro, una massa di informazioni che, senza appesantire la lettura del testo, fornisce a chi è interessato ad approfondire l’argomento notevoli spunti sugli aspetti più disparati della storia longobarda e non solo.

Unico, vero neo del volume è dato dal prezzo: 40 euro non sono pochi, anche per un’opera così approfondita e strutturata. Il gioco, però, vale la candela: la completezza del lavoro ed il rigore scientifico, uniti ad una veste grafica di pregio, fanno di Langobardia un volume che non può mancare nella biblioteca di un cultore di storia medievale e, più in generale, di storia italiana.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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