Fatti non foste a viver come bruti…

… ma per seguir virtute e canoscenza“.

Nel XVI Canto dell’Inferno di Dante (Alighieri), Ulisse, nel raccontare a Virgilio del viaggio che per lungo tempo lo ha tenuto lontano da Itaca, ricorda di aver invitato i propri uomini a vivere non come bruti, ma a perseguire le virtù morali ed ampliare le proprie conoscenze. Un’esortazione che oggi più che mai risulta essere attuale, soprattutto in virtù dei risultati della ricerca Nielsen sull’acquisto e la lettura dei libri in Italia, resi noti questa mattina dal Centro per il libro e la lettura.

La ricerca Nielsen, che coinvolge 9.000 famiglie, si è incentrata sul triennio che va dal 2011 al 2013, con una particolare attenzione sull’ultimo anno. Se all’inizio del triennio preso in analisi la percentuale di lettori era pari al 49% della popolazione, nel 2013 tale percentuale si è ridotta sino ad arrivare al 43%.

Secondo il rapporto, presentato da Gian Arturo Ferrari, Presidente del Centro per il libro e la lettura e commentato da Rossana Rummo, Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore, Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio e Corrado Augias, scrittore e giornalista, nel corso del 2013 sono state vendute 112 milioni di copie, pari al 37% della popolazione, composta prevalentemente da diplomati/laureati, che risiedono tra il Nord e il Centro Italia, di un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, e per la maggioranza donne. Nel 2011 tale percentuale era pari al 44%.

Tutti i dati del rapporto li trovate qui.

Come direbbero gli studiosi del caso, il trend è decisamente negativo.

Io preferisco affidarmi a Dante ed esortarvi così: “Considerate la vostra semenza (…) ” e fatevi “sì aguti” di ampliare i vostri orizzonti intellettivi attraverso la lettura.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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