Mercoledì delle ceneri

ceneri

 

Mercoledì delle ceneri” di Ethan Hawke, minimum fax, 2003, traduzione di Martina Testa.

La storia d’amore de “Il mercoledì delle ceneri” di Ethan Hawke, (sì, proprio lui l’attore protagonista di numerose pellicole di successo da “L’attimo fuggente” a “Gattaca” fino ad arrivare ad un più recente “Onora il padre e la madre”), è raccontata attraverso un espediente classico ma efficacissimo: i punti di vista dei due protagonisti, Jimmy e Christy, e quindi come vivono il loro rapporto, cosa pensano l’uno dell’altra, le loro riflessioni sulle proprie esperienze di vita, sono suddivisi in capitoli alternati.
Comincia Jimmy con una visita alla madre di un commilitone (Jimmy è un sergente dell’esercito) deceduto in seguito ad un incidente.

Jimmy, trentenne presuntuoso ed immaturo, pensa bene di andarci alterato da un eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, con risultati chiaramente grotteschi data la gravità della situazione.

Nel capitolo successivo vediamo Christy alle prese con un lungo viaggio in autobus ed ad al successivo incontro con uomo cieco.
Già da questi primi due capitoli abbiamo una chiara idea del registro che caratterizzerà il romanzo: un continuo andare avanti ed indietro dal comico al drammatico. E notiamo anche come i due protagonisti affrontano momenti particolarmente delicati con approcci completamente differenti. E quello femminile, neanche a parlarne, è assolutamente più maturo.
In fondo la storia di Jimmy e Christy è una storia d’amore come le altre, ma ciò che la rende differente è che descrive un momento importante: quello vissuto da due persone che si addentrano nell’età adulta completamente impreparati. Ma per quanto immaturi ed inesperti alle cose della vita, riescono ad ottenere una sola consapevolezza: il loro posto nel mondo non può essere che l’uno accanto all’altra.
La prosa di Hawke è godibilissima nella sua semplicità ma ciò non toglie nulla alla ricchezza di sfumature che la colorisce. Quello che personalmente mi ha fatto apprezzare questo meraviglioso romanzo è la bravura del nostro autore nello scrivere i dialoghi attraverso i quali la descrizione dei personaggi risulta particolarmente coinvolgente.
Il titolo del romanzo scaturisce dall’epilogo che avviene in un giorno ben definito, quasi a siglare definitivamente questo passaggio: quello successivo al Carnevale, (tra l’altro uno dei più famosi e tradizionali del mondo: quello di New Orleans), il mercoledì delle ceneri, appunto.

Sono nato negli anni 60. Non essendo ancora stati inventati i videogiochi ed i telefoni cellulari e dal momento che la Tv aveva solo un canale e con una limitata offerta di spettacoli, l’unico modo per combattere la noia è stata la lettura. Già, dimenticavo, nessuno mi chiamava per giocare a pallone perché ero troppo scarso. Il primo libro che ho letto e di cui abbia memoria è stato “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Da quel giorno l’avrò riletto circa 18 volte. Sono poi diventato un lettore ossessivo compulsivo. Le ultime pagine di un libro che mi appassiona, o che mi lascia indifferente, (perché esistono anche quelli), sono sempre accompagnate da un unico pensiero: cosa leggerò dopo? Preferisco gli autori di lingua inglese del novecento, americani ed inglesi in particolar modo. La morte di D.F. Wallace mi ha colpito come un tifoso della Juventus è stato colpito dalla morte di Gaetano Scirea. Ora vi lascio, c’è un capitolo di un nuovo romanzo che ho lasciato a metà.

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