Regine della scienza

Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona“.

Rita Levi Montalcini

fuori-campo-regine-della-scienza-intervista-a-L-h_skIP

Illustrazione di Amalia Caratozzolo

Quella di Rita Levi Montalcini è una delle storie raccontate da Serena Manfré in “Regine della scienza“, il volume edito da Anicia. Il libro accompagna il lettore alla scoperta degli aspetti più inediti della vita di cinque donne (oltre alla Montalcini, infatti, sono narrate le vicende che hanno caratterizzato l’esistenza di Maria Montessori, Caroline Herschel, Suor Celeste e Ipazia d’Alessandria) che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di dedicare la propria esistenza alla ricerca scientifica e alla divulgazione del Sapere.

Noi di Alcolibri Anonimi abbiamo intervistato Amalia Caratozzolo che ha curato le illustrazioni del volume.

Classe 1983, diplomata prima in Fumetto poi in Illustrazione. Dove nasce la passione per il disegno?

La passione per il disegno nasce sin da piccola. Avere consapevolezza delle proprie inclinazioni e aspirazioni però, è un compito molto arduo, è per questo che quando mi trovo a decidere l’indirizzo della scuola secondaria opto per un liceo classico. Ho sempre amato la lingua italiana e la letteratura sopra ogni cosa. Due anni dopo però, mi ritiro dal classico e faccio gli esami da esterna per entrare al liceo artistico. Nel tempo, l’illustrazione per me è diventata una perfetta via di mezzo tra questi due miei amori: il disegno e la letteratura. Da una parte il disegno, una vera e propria attività manuale, dall’altra il racconto, al quale difficilmente avrei rinunciato! Credo sia per questo che ad oggi, la cosa più importante nel mio lavoro di illustratrice rimane il concetto. E’ fondamentale per me trasmettere un messaggio, un punto di vista preciso sulle cose“.

Tra le tue passioni, la stampa artigianale, le barbie e i film dell’orrore, tre cose apparentemente agli antipodi ma che sembrano trovare un punto di incontro nella tua arte. Ci spieghi in che modo?

Tengo a precisare che non soffro di bipolarismo  🙂 Penso che tutte le persone siano piene di sfaccettature e a volte pure di contraddizioni. Queste cose che sembrano apparentemente così distanti tra loro, coesistono tutte nella mia persona e credo che in qualche modo trovino una dimensione propria nel mio lavoro. Ho una passione sfegatata anche per il kitsch e per l’iconografia religiosa e tutti, tutti gli anni 80! Si, forse un po’ bipolare lo sono…

Quando è iniziata la collaborazione con Serena Manfré?

La collaborazione con Serena nasce con “Salvami l’anima” romanzo dell’autrice, edito la scorsa primavera da Edizioni Smasher. Un libro che mi sono divertita moltissimo ad illustrare soprattutto per la ricchezza della “fauna umana”. Per saperne di più…

Come è nata l’idea del volume “Regine della Scienza”?

Regine della scienza nasce dall’idea di fare un libro sulle donne. Per me è un argomento molto interessante e che mi sta parecchio a cuore. Era da tanto tempo che avevo in mente di fare un lavoro tutto al femminile e così ho chiesto a Serena di scrivere un bel testo. Abbiamo presentato il progetto alla casa editrice Anicia, che ha poi deciso di pubblicarlo“.

Nel volume sono raccontate le vite di cinque donne che, seppur in maniera diversa, hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’umanità. Perché la scelta è ricaduta proprio su questi personaggi?

La scelta dei personaggi è stata mediata tra me, Serena e l’editore. In partenza l’idea era quella di raccontare alcune vite di donne importanti che hanno fatto storia. In effetti l’idea di fondo è rimasta sempre la stessa ma sono cambiati alcuni personaggi. In corso d’opera abbiamo pensato che il progetto si poteva prestare ad una collana e abbiamo quindi deciso di partire con le donne scienziate ma speriamo presto di vedere alla luce Regine dell’Arte, della Letteratura e chi più ne ha più ne metta!

Tra quelle raccontate, c’è una storia che ti ha colpito di più o che ha lasciato un segno nel tuo immaginario?

Come non affezionarsi a tutte queste donne e alla loro storia? Ognuna di loro ha colpito per diversi motivi la mia sensibilità, ma sicuramente il mio cuore va alla Montalcini, forza inesauribile della natura ed esempio di grande determinazione per tutte le bambine di oggi che saranno le donne di domani“.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Al momento sto lavorando a due libri per i più piccoli e con Serena, invece, abbiamo diverse cose in cantiere!

“Regine della Scienza” è un libro scritto da due donne e che si fa portavoce della difesa dei diritti delle donne. Le storie narrate, infatti, dimostrano come l’universo femminile abbia da sempre svolto un ruolo fondamentale nella formazione dell’umanità, e di come le donne siano riuscite a manifestare il proprio valore e ad affermarsi in contesti “ostili” pur senza il supporto di quelle che oggi definiamo le quote rosa.

L’essere donna ci rende diverse. L’essere donna è il valore aggiunto.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*