I nostri Anni ’70. Libri per ragazzi in Italia

Se l’editoria per ragazzi vi affascina, non potete assolutamente perdere “I nostri Anni ’70. Libri per ragazzi in Italia“, la mostra inaugurata lo scorso 20 Marzo a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni, che regala un percorso finalizzato all’approfondimento dei Settanta dell’editoria per ragazzi in Italia.

Dai  “libri progetto” di Bruno Munari, passando per le immagini fiabesche di Emanuele Luzzati, le poesie di Toti Scialoja, la Pimpa di Altan e i personaggi creati da Grazia Nidasio, la mostra, a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, ripercorre un decennio che ha caratterizzato la ricerca editoriale nazionale ed internazionale, ovvero gli anni ’70, attraverso cento disegni e cento titoli che dimostrano come autori, illustratori ed editori abbiamo saputo innovare il panorama dell’editoria per ragazzi in Italia liberandosi da canoni espressivi obsoleti.

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Un’occasione preziosa per approfondire i favolosi Settanta dell’editoria per ragazzi in Italia. Anni in cui, grazie al clima effervescente e all'”apertura delle frontiere” ad opera delle “signore dell’editoria per ragazzi italiana”, avviene una rivoluzione grafica e di contenuto nei libri per i nostri giovani lettori” spiega Paola Vassalli nel catalogo che arrichisce la mostra, edito da Corraini EditoreIn un’epoca di provocazioni estetiche, si consolida anche in Italia il picture book espressione più felice del nostro “albo illustrato” e il bambino apprendista lettore perde lo statuto di “minore” per acquisire pari dignità del lettore adulto“.

I nostri 70 anni - alcolibri anonimi

La mostra, nata da un progetto di Paola Vassalli per il Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni, è realizzata con la partecipazione delle Biblioteche di Roma e  proseguirà sino al 20 luglio 2014.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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