SP@M

SP@M

SP@M

“Togli le mani da me
Toglile da quello che sono.

Passati incrociati sbloccano futuri prevedibili
Statistiche ingombranti
Numeri su binari
zero senza stazione
uno senza ragione.
Ciclici comandi
e comandi.
e comandi.
Ricorsivi.
Intrecciati da fili di dati
si affoga.
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Suono, musica e mare.
Sintetico mare!
Ri-Calcolo in potenza.
Navigare = percorrere informazioni.
Il muro ha mattoni di fuochi.
Non fuggo dalla velocità
conosco i codici.
Sono un banner
mi lascio trasportare
su matrici perpendicolari astratte.
Salto nel pieno
resto nel vuoto.

@volare!
@sicuro!
Già volo tra colori e password.
Sono fatto di neon, gas e cuore
Sono una mela al mercurio.
Sono Virus tra utenza e mail e foto
pubblicità e guerriglia
Ti piace…condividere…Ti piace
Aggiornare, soldi e sangue
condivisione virale.
Fino a farmi isola, sociale
nodo nel silenzio di una notte digitale.”

MalaSpina

Sono nato dall'affluenza di diverse correnti acquatiche, da fiumi freddi provenienti dal Nord e dall'Est europeo, discesi e riversati in pozzanghere calde e stantie del centro Italia. Ho provato a radicare invano ma ovunque passassi dal mio fusto germogliavano vecchie spine, troppo ingombranti ed appuntite per muoversi dolcemente su terreni vergini. Ho cercato di restituire decoro al telo bianco, caricandolo di colori di luce, ritrovandomi poi in sella a fragili parole di burro. Sono spesso inciampato in bicchieri di vino rosso leggendo libri coraggiosi, stemperando la mia curiosità in pagine nascoste al sole. Ho provato a capire l'incedere del mare dimenticandomi che avrei potuto capirlo solo se avessi ascoltato quell'unico avviso, un regalo silente proveniente dal basso come un ammonimento per corsari: "Purché tu sappia che la superficie del mare non è il mare" (S.Agosti).

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