Affari di famiglia

muzzo

Affari di famiglia” di Francesco Muzzopappa; Fazi editore; 2014.

Come il valletto Jeeves, immortale personaggio scaturito dalla penna di P.G. Wodehouse,  la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna è la testimone del lento ed inesorabile declino di un mondo, il nostro, nel quale, però,  i trentenni  sembrano non avere ancora trovato posto.

Il figlio della contessa, tanto stupido quanto bello, ha provveduto a sperperare il patrimonio della madre, che ora agli agi della vita nobiliare ed ad una sterminata servitù sostituisce una routine quotidiana fatta di televisione e la compagnia del solo fido domestico Orlando.

Come i migliori scrittori della letteratura comica del nostro paese, da Achille Campanile a Giovannino Guareschi, Muzzopappa sa disegnare esemplari umani  e dare loro una voce unica, indimenticabile.

David Sedaris, noto autore comico americano,  una volta ha scritto che  tende a considerare se stesso come “un simpatico netturbino che tende a costruire oggetti con i rifiuti pescati qua e là”. Tra questi rifiuti Francesco Muzzopappa attinge a piene mani, restituendoci dei personaggi ed un mondo con il quale non possiamo fare a meno di identificarci.

Francesco, dopo lo straordinario esordio di “Una posizione scomoda” trova la chiave di lettura dei nostri tempi e noi non possiamo far altro che riderci su.

Di gusto.

 

Sono nato negli anni 60. Non essendo ancora stati inventati i videogiochi ed i telefoni cellulari e dal momento che la Tv aveva solo un canale e con una limitata offerta di spettacoli, l’unico modo per combattere la noia è stata la lettura. Già, dimenticavo, nessuno mi chiamava per giocare a pallone perché ero troppo scarso. Il primo libro che ho letto e di cui abbia memoria è stato “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Da quel giorno l’avrò riletto circa 18 volte. Sono poi diventato un lettore ossessivo compulsivo. Le ultime pagine di un libro che mi appassiona, o che mi lascia indifferente, (perché esistono anche quelli), sono sempre accompagnate da un unico pensiero: cosa leggerò dopo? Preferisco gli autori di lingua inglese del novecento, americani ed inglesi in particolar modo. La morte di D.F. Wallace mi ha colpito come un tifoso della Juventus è stato colpito dalla morte di Gaetano Scirea. Ora vi lascio, c’è un capitolo di un nuovo romanzo che ho lasciato a metà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*