Libri sotto l’ombrellone

La maggior parte di noi autori di Alcolibri Anonimi è nata “con i piedi nell’acqua“, quindi fidatevi se vi diciamo che conosciamo l’importanza di un buon libro in riva al mare. Il mio personale concetto di libertà prevede un libro, un tramonto e una spiaggia… cose che, asfalto permettendo, nessuno mi potrà mai togliere.

E come le rockstar fanno la scaletta dei loro concerti, ecco che arriva la lista dei libri da ombrellone… libri leggeri e divertenti, ma non per questo meno privi di spessore, da portare nel borsone da mare.

Il primo è di sicuro Affari di famiglia, scritto da quella bella testa di Francesco Muzzopappa. Esilarante è l’avventura della contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, romanticamente pragmatica e cinica (ma con un cuore grande così), alle prese con il proprio sequestro di persona.

L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in armadio Ikea  di Romain Puértolas. Il rocambolesco viaggio di un fachiro imbroglione inizia in un armadio dell’Ikea, e termina nella redenzione e nell’amore.

Il sogno di un hippie di Neil Young. Un grande viaggio dove il lettore non è spettatore ma attore. Neil diventa «l’amico Neil», «il fratello Neil». Ti chiede se ti stai annoiando ad ascoltare il racconto di 40 anni di vita vissuta intensamente, tra rock ‘n roll, country, alcool, droghe, donne in un’America lontana dagli stereotipi quotidiani. 

Non si muore tutte le mattine di Vinicio Capossela. È un caleidoscopio di visioni, emozioni, perfettamente adatte alla nostra vita di tutti i giorni: un libro da leggere in metropolitana, ad un bar, per poi lasciarlo decantare giorni, o settimane. Con le sue storie brevi e appassionate, in cui ognuno prende e dà qualcosa: è infatti lo scambio tra lettore e personaggi a muovere le fila dell’intera narrazione. 

La banda del formaggio di Paolo Nori. “La banda del formaggio è la storia di un editore che un giorno sull’autobus prova affetto per il suo cuore che batte, e gli verrebbe da ricominciare. È la storia di un libraio che il delinquente avrebbe voluto farlo come Raskol’nikov, o come il conte di Montecristo.”

La ballata di Jonny Valentine di Teddy Wayne. “Narrato in prima persona dal protagonista con una voce che mescola l’ingenuità dell’infanzia al più brutale gergo del marketing, questo romanzo è una satira graffiante del mondo dello spettacolo e della celebrity culture, e nella figura tenera e carismatica di Jonny ci regala un personaggio letterario indimenticabile.”

Perciò veniamo bene nelle fotografie di Francesco Targhetta. “È uno dei tanti ritratti, geniali e disarmanti, che il protagonista di questo libro fa della sua generazione di idealisti e insicuri, impiegati di call center e aspiranti professori, provinciali tormentati e contemplatori urbani.”

Dieci di Zerocalcare. “Zerocalcare (il personaggio) è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all’amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa.”

Yugoland, in viaggio per i Balcani, scritto da Andrea Ragona e illustrato da Gabriele Gamberini. Guida contro-turistica ad un paese che (forse) non c’è più. Costruita sul campo con testi, disegni e foto dal viaggiatore eco-sostenibile Andrea Ragona e dall’artista Gabriele Gamberini.”

La città dei libri sognanti di Walter Moers. Il The Indipendent l’ha definito “Un libro per tutti, un vero crossover sul lato oscuro e magico della lettura.”

Il libro in foto è il Colazione da Tiffany “spiaggiato” della nostra Emanuela Ciliento.

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani. Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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