La poesia salverà il mondo

Sono alla cassa in attesa di pagare i miei acquisti, ed eccolo lì che mi salta all’occhio.

È un libro piccolo e si intitola 50 anni di bianca. È una raccolta di poesie inedite, che vanno dal 1964 al 2014, pubblicate da Einaudi per festeggiare il mezzo secolo della «Collezione di poesia», quella che sono soliti chiamare la «collana bianca», nata nel 1964.

Cinquanta poesie inedite che altrettanti poeti hanno deciso di regalare ai lettori.

Lo sfoglio, lo rimetto a posto, pago il mio libro. Prima di porgermela tra le mani, il libraio, sorridendo, infila una copia del volumetto in busta.

Questo libricino non è in vendita, è un omaggio all’umanità. Non c’è nulla di più bello di un dono inaspettato, se poi il dono in questione è un libro…

Lo sfoglio mentre cammino tra la folla e due poesie mi saltano all’occhio.

La prima è di Patrizia Cavalli

-Hai qualcosa da dire?

-No, mi pare di no.

Vorrei dire, però.

-E che cosa?

-Non lo so.

Ma penso che si può

sempre dire qualcosa.

-Dipende dal volere.

-Io il volere ce l’ho,

però non ho la cosa.

-Come gli abitanti di Montecastello

che hanno la gabbia e non hanno l’uccello.

La seconda è di Marcello Fois

Dici: «diverso».

E io: «uguale».

Due opposti che pure non si oppongono.

A ben guardare:

è il tono della voce,

un’esitazione imprevista,

una pausa di troppo.

È la rettifica sull’onda del pensiero.

A ben guardare è quella sospensione che cambia le

cose…

Non sempre quel che dici racconta quel che pensi,

ci sono stagioni ingannevoli nel corso del tempo.

Ecco, io credo che certi libri non ti capitino tra le mani per caso.

La poesia salverà il mondo, ne sono convinta.

Questa sera ha salvato me.

 

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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