Armillaria Edizioni: quando i capolavori introvabili incontrano la modernità

“La sfera armillare è un’istantanea sulla diversità”.

Differenziarsi è davvero difficile, soprattutto in un amibito come quello editoriale, dove a farla da padrone sono sempre più spesso le dinamiche del mercato in senso stretto, e non quelle della qualità. Malgrado ciò, c’è ancora chi sceglie di correre il rischio e andare controcorrente dando vita a progetti come Armillaria, una collana indipendente e autoprodotta di opere antiche, il cui obiettivo è riportare sul mercato testi introvabili.

A raccontarci Armillaria sono i suoi fondatori, Mara Bevilacqua e Manlio Della Serra.

Mara Bevilacqua e Manlio Della Serra

Mara Bevilacqua e Manlio Della Serra

Quando è nata la vostra collaborazione, e cosa vi ha spinto a dare vita ad Armillaria?

Mara: Io e Manlio ci conoscevamo già quando, poco più di un anno fa, mentre decidevo di mettermi in proprio come agente letterario, mi ha parlato del suo progetto di collana e mi ha chiesto di aiutarlo a trovare un editore interessato. Lui si era già mosso in quella direzione; per mesi ho proposto il progetto a vari editori ma nessuno lo ha accolto. Nel frattempo noi abbiamo cominciato a parlarne sempre di più, a svilupparlo, a pensarlo vivo e alla fine eravamo talmente eccitati e convinti che abbiamo deciso di farlo da noi, con un piccolo investimento, in totale indipendenza e autarchia.

Armillaria è “orientata alla pubblicazione di testi antichi difficilmente reperibili in italiano o fruibili in lingua originale, e ne propone nuove traduzioni corredate da testo a fronte”. Quali sono i criteri con i quali selezionate le opere e dove reperite i testi da pubblicare?

Manlio: La casualità e l’imprevisto hanno guidato a lungo la selezione di lavori per noi interessanti. Si tratta perlopiù di annotare qualche spunto che, almeno per chi maneggia libri, compare come ‘imprevisto’ o in agguato nel testo che si sta consultando. In fondo, l’unico criterio che possiamo dire di osservare consiste nella rarità. Naturalmente, abbiamo considerato anche edizioni ampiamente diffuse che possono meritare aggiornamenti e revisioni… vedremo.

Sebbene la vostra collana miri a riportare alla luce capolavori introvabili, oltre all’edizione in formato cartaceo avete deciso di offrire al lettore anche la possibilità di acquistare in formato elettronico. È stato facile adattare il layout di lettura di testi antichi agli standard previsti dai moderni eReader?

Mara: Del formato digitale mi sono occupata io, imparando proprio per Armillaria come fare un ebook. Consapevole che ci sono ampi margini di miglioramento, ho trovato vari strumenti che hanno reso la creazione dell’ebook non particolarmente complicata. Il che non vuol dire che non lo abbia ricominciato da capo tante volte! Diciamo che come primo tentativo sono soddisfatta. Purtroppo non è stato possibile adattare il progetto grafico del cartaceo, che ha il testo originale a fronte, e che comunque non riproduce le caratteristiche di un manoscritto antico. Forse è più lo PseudoBook, la nostra edizione artigianale, a seguire quelle forme. Per il resto però, copertina, note e apparati compresi, l’ebook è uguale. E il testo originale è stato inserito dopo la traduzione, così il lettore lo ha a disposizione. Per ora ho avuto solo feedback positivi, anche perché, prima di metterlo online, l’ho dato in lettura a vari lettori beta, quindi sapevo già che grossi problemi non c’erano.

Oltre al formato cartaceo e a quello elettronico è prevista anche un’edizione particolare, lo PseudoBook. Quali sono le caratteristiche di questo formato?

Mara: Lo PseudoBook, come dicevo, è l’edizione completamente fatta a mano e in edizione numerata e limitata (50 copie), la cui nascita abbiamo raccontato qui, e ne andiamo molto fieri. Ogni testo avrà uno PseudoBook di formato diverso, ma le caratteristiche comuni saranno l’uso di carte particolari, un’immagine di copertina riferita ai luoghi dell’autore e la riproduzione dell’opera di un artista contemporaneo, idea dovuta anche al fatto che Manlio cura gli eventi di una galleria d’arte di Varese. Ad esempio, lo PseudoBook de La Capanna dell’Anima di Ugo di San Vittore, la nostra prima pubblicazione, ha una copertina in Cartoncino Lino Imitlin Fiandra della cartiera Fedrigoni su cui è riprodotta una mappa di Parigi del 1574. Tutto il testo introduttivo è su carta pergamenata e aperto ha dimensioni 32x42cm, mentre la traduzione (in questa edizione il testo originale non c’è) si sviluppa su un grande foglio di 74x30cm, poi ripiegato per entrare nella copertina-astuccio di 11x15cm. L’opera riprodotta è Segni del passato di Franco Crocco. In generale, per tutto il progetto di Armillaria, inclusa la comunicazione sui social network, cerchiamo di fare un’accurata e originale ricerca iconografica tra manoscritti medievali e opere più moderne che, su facebook ad esempio, poi stemperiamo con un po’ di ironia.

 Cosa vi ha spinto, in questa epoca 2.0, ad optare per un’edizione limitata, numerata e completamente fatta a mano?

Manlio: Non pensiamo di dover tornare indietro, ma conserviamo il gusto della selezione e dell’eleganza. Avere tra le mani un’edizione realizzata a mano, per quanto imperfetta, racconta un passaggio, una testimonianza quasi archeologica che raccoglie passato e presente, oltre a conservare l’esclusività dell’elaborato.

Mara: Immaginare e poi creare il prototipo è stato un momento di grandi entusiasmi. Vedere il primissimo PseudoBook pura gioia. E io ho partecipato solo da osservatrice, perché mi manca l’abilità manuale necessaria che invece ha Manlio. Semplicemente, spero che a chiunque si ritrovi con un nostro PseudoBook tra le mani sia fisicamente palese l’amore e la cura che ci abbiamo messo. E con questa edizione copriamo l’intero spettro della diffusione: se mettiamo a disposizione l’ebook per arrivare potenzialmente a tutti, mentre il cartaceo tradizionale funge da strumento più adatto e comodo per un vero studio dei testi, lo PseudoBook è l’edizione in cui si riflette di nuovo l’originalità e l’unicità dei titoli che scegliamo.

 Il primo libro che avete pubblicato è La caparra dell’anima (De arrha animae) di Ugo di San Vittore. Quali sono i prossimi progetti in cantiere?

Manlio: È in lavorazione un testo di Arnaldo da Villanova, alcune opere di moralisti francesi del XVIII secolo, qualche scritto di Guglielmo di Ockham e i lavori di un filosofo capitato ancora per caso sul nostro cammino durante il soggiorno estivo di uno di noi.

Mara: Aggiungo che vorrei nel tempo creare anche una sottotraccia di testi di filosofe e pensatrici.

La caparra dell'anima

La caparra dell’anima

Se guardiamo alla situazione in cui versa il mercato editoriale italiano, Armillaria può essere considerato un progetto temerario. Come riuscite a far fronte alle difficoltà che possono sorgere nella produzione di opere di questo tipo, e dalla distribuzione, croce e delizia della media e piccola editoria?

Mara: Noi occupiamo la nicchia di una nicchia e questa è la nostra forza. Indipendenti ed autarchici, come ti dicevo, siamo per il momento riusciti a fare quello che volevamo come volevamo, senza finire sul lastrico. Siamo temerari, esatto, perché non ci fa paura ingegnarci per dare vita alle nostre idee, ed è più fattibile di quel che si possa pensare per un progetto piccolo come il nostro, e se hai la consapevolezza che una cosa così non ti arricchirà in termini economici (che non vuol dire, però, essere in perdita). Il progetto è nato già pensato per sfruttare la stampa a richiesta, e così è. I nostri libri sono disponibili in formato digitale su tutti gli store online, ma lo stesso vale per il cartaceo, a richiesta appunto. Fino al mese scorso non c’era un’edizione della Caparra dell’Anima con apparati e testo a fronte, ora sì e ci immaginiamo che i nostri lettori non trovino faticosa un’attesa di 7-10 giorni per avere il testo. Però stiamo anche cercando di creare una rete di librerie amiche, soprattutto su Roma e Milano, dove viviamo, in cui sarà possibile trovare e subito acquistare i nostri testi. Nel tempo poi Manlio, per progetti simili ma antecedenti, ha messo su una rete di collaboratori che cureranno i testi. E siamo aperti a proposte e suggerimenti. Sottolineo che non ci avvaliamo di collaborazioni gratuite, essendo contrari all’editoria a pagamento. E ovviamente ci occupiamo di testi di pubblico dominio per cui non paghiamo i diritti di pubblicazione e/o traduzione.

Manlio: Oggi nessuno affronta rischi troppo insostenibili, tantomeno noi. I vantaggi offerti dalla stampa p.o.d. ci permettono di puntare sulle nostre competenze di studiosi in totale autonomia. Cercando un pubblico curioso e affascinato dalle stravaganze, non ci poniamo scadenze e siamo disposti ad attendere dopo tanto lavoro di promozione.

Volendo attingere ad autori e pensatori del passato, quale può essere considerata la miglior sbronza letteraria di tutti i tempi?

Manlio: Se dobbiamo guardare alla completezza e all’originalità direi Giovanni Scoto Eriugena con il De divisione naturae. Se alle conseguenze della lettura, alla spensieratezza e al divertimento direi il Don Chisciotte. Se alla maestria senza freni e disorientante, come dopo una grassa bevuta, direi che Bufalino promette sempre bene.

Mara: È Manlio lo studioso di testi antichi, io sono una normale lettrice forte e onnivora. Ma se volessi stordirmi di parole invecchiate nella barrique della grande Letteratura, senza pensarci troppo ti direi L’urlo e il furore di Faulkner, Leopardi, l’Inferno di Dante e Memorie di Adriano della Yourcenar… perché se mischi bevande diverse la sbronza è più potente!

 

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*