Il contrario dell’amore

Da quando ti ho conosciuta, vivo per amarti.
Prima di te, non vivevo. Esistevo e basta.
Io sono nato per amarti.
La prima volta che ti ho vista, non era la prima volta. Ci eravamo
già incontrati, noi due. In un sogno, in qualche vita passata,
o in una favola.
Biancaneve che mi veniva incontro sui tacchi a spillo. Conoscevo
già il rumore dei tuoi passi.
Sei entrata con l’aria fresca d’ottobre, con i capelli un po’ bagnati
– fuori pioveva e avevi dimenticato l’ombrello. Un uomo al
bancone del bar si è voltato a guardarti.
«Sei tu?» mi hai chiesto.
Gocce di pioggia sono scivolate sul tavolino; qualche goccia è arrivata
fino a me, mentre ti toglievi il soprabito e io mi alzavo per
stringerti la mano.
«Scusami, ti sto bagnando» hai detto, con quella risata da ragazzina
che mi ha toccato l’anima.
Sono io. Sei tu. Mi hai riconosciuto. E ti ho riconosciuta.
L’attesa era finita.
Ti ho sempre aspettata, sai? Ho passato metà della mia vita ad
aspettarti.
«Ti ho riconosciuto dalla foto» e ti sei seduta accanto a me.
Rossetto rosso, come gli orecchini. Capelli neri, come gli occhi,
pelle bianca, quasi trasparente, come la camicia.
«Cosa bevi?»
«Vino bianco, grazie… frizzante. Tu?»
Ma io ero già ubriaco, senza aver bevuto.
Era scritto nel destino che ci saremmo incontrati. Le nostre anime
sono fiamme gemelle.
Tu ci credi nel destino?
Nel destino che fa incontrare le persone che si amano, in un
giorno che cambia per sempre la tua vita, e senti la vertigine di
quando due anime si riconoscono in quell’attimo che appartiene
al passato, al presente e al futuro insieme, senti il rumore di quel
passo che aspettavi, che batte sul pavimento, tacco a spillo, al ritmo
del cuore che batte più forte.
Si chiama amore e ti chiama.
Rispondi, non avere paura, non sei più sola, adesso. Ci sono io
a difenderti. Sarò il custode della fiamma del nostro amore, perché
non si spenga, al primo soffio di vento, tra un giorno, un mese, un
anno, il prossimo ottobre e tutti i giorni che verranno.
Io ti amo.
Ti amo oltre ogni limite.
Ma c’è un limite all’amore?

(Il contrario dell’amore,  Sabrina Rondinelli, Indiana editore, in uscita giovedì 23 ottobre)

Il contrario dell'amore - Sabrina Rondinelli - Indiana editore

Il contrario dell’amore – Sabrina Rondinelli – Indiana editore

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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