Impero ultimo atto

Un guerriero, un capo tribù, un re barbaro, ma soprattutto colui che depose l’ultimo imperatore romano d’Occidente. Così è passato alla storia l’erulo, o forse goto, Odoacre. Ma la vera figura del rex germanico resta un vero e proprio enigma storiografico. Un mistero su cui cerca di odoacrefare luce Tommaso Indelli con il suo Odoacre – ed. Viva Liber, 18 euro-, un saggio che è, però, molto di più rispetto ad un tentativo di ricostruzione di una biografia del sovrano erulo. Quel che viene fuori dalla lettura del saggio di Indelli è un affresco, sintetico ma esaustivo, sulla complessa fase di transizione tra il mondo antico e l’alto medioevo.

Un periodo complesso che l’autore, ricercatore di Storia Medievale presso l’Università di Salerno, interpreta sotto diversi profili in maniera diversa rispetto alla lettura storiografica attualmente prevalente. L’interpretazione della fine dell’impero romano d’occidente come crollo di una civiltà è ormai ritenuta superata dalla quasi totalità degli storici, in favore di una lettura di quegli eventi come “epoca di transizione, di cambiamento”. Una interpretazione, come detto, decisamente differente da quella prevalente per secoli, legata all’idea di un brusco ed immediato trapasso da un sistema ad un altro, trapasso per di più caratterizzato da momenti di estrema violenza in un contesto, di per sé, già aspro.

Di diverso avviso l’autore di “Odoacre”. Il ricercatore salernitano, pur inquadrando la deposizione di Romolo Augustolo in un più lento ed ampio processo di declino del sistema imperiale in Occidente, non condivide la tesi secondo cui le migrazioni barbariche furono un fenomeno quasi indolore per i territori romani. Per l’autore le guerre, le carestie, le epidemie, una prolungata crisi economica furono il corollario se non della fine della civiltà, come sostenuto per secoli, certamente della fine di una civiltà. Quella, appunto, incarnata dall’impero romano d’Occidente.

Una tesi sostenuta con dovizia di riferimenti e, soprattutto, con una articolata ricostruzione del contesto istituzionale, sociale ed economico in cui si verificò la transizione dall’evo antico a quello medievale.

Un volume, quello di Indelli, che non solo offre al lettore una chiave interpretativa originale di quel periodo storico, ma apre anche uno spazio di riflessione molto più attuale sulla crisi dei valori fondanti di una società e sul suo relazionarsi con l’altro da sé.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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