Il mistero dello psichiatra decollato

Una testa avvolta in un asciugamano. Un cadavere con mani e piedi legati.

Chi è il proprietario di questo cranio infagottato? Non un incauto occidentale finito preda di uno dei tanti gruppi islamici che, da qualche anno inDe-Rosa-La-mente-nera-205x300 qua, ha riscoperto la propria abilità a lavorare di coltello, bensì uno tra i più stimati psichiatri italiani.

La testa rinvenuta all’interno di una bacinella appoggiata sul sedile anteriore di una Fiat 128 è, infatti, quella del professore Aldo Semerari. Psichiatra e criminologo, Semerari è un professionista stimato. In veste di perito prende parte ad alcuni tra i più importanti procedimenti della storia giudiziaria repubblicana. Processi che portano Semerari ad entrare in contatto con esponenti di primo piano della malavita italiana.

Accanto al Semerari luminare, vi è poi l’ appassionato di politica, attratto dalle tesi estreme, affascinato dall’idea di giocare un ruolo di primo piano in anni turbolenti facendo leva sul suo indubbio carisma. Un uomo pronto a passare dalla militanza nel Pci alle fila del Movimento Sociale e poi delle formazioni che compongono la tumultuosa galassia della destra extraparlamentare.

Ed è proprio dal connubio tra passione ed ambizione politica da un lato e le frequentazioni con i boss della camorra napoletana e con gli uomini della banda della Magliana dall’altro che prende le mosse l’incredibile vicenda umana e professionale di Aldo Semerari.

Vicenda narrata da Corrado De Rosa ne La mente nera – ed. Sperling & Kupfer, euro 17-. Un libro che, attraverso la storia dello psichiatra pugliese, ripercorre la turbolenta stagione degli anni di piombo. Stagione in cui gli intrecci tra estremismo e terrorismo politico, apparati dello Stato dal comportamento a dir poco ambiguo, massoneria, criminalità organizzata e servizi stranieri sembrarono sul punto di portare l’Italia al collasso. Anni su cui molto, forse troppo, si è scritto. Una stagione su cui apparentemente c’è poco di nuovo da dire.

Eppure De Rosa riesce in quest’impresa. E lo fa con una prosa asciutta, scorrevole, ma soprattutto affrontando temi sensibili con precisione e puntualità, senza nulla concedere alla retorica. Ne viene fuori il racconto della vita di un uomo che, nel contempo, è il racconto di circa un ventennio di storia italiana. Una storia fatta di delitti eccellenti, di trame e tentativi di golpe più o meno fantomatici, di una malavita che uccide senza pietà e contemporaneamente lavora per costruire contatti con pezzi “che contano” del Paese.

In molte di queste vicende ricorre il nome di Semerari, nelle sue molteplici vesti. Fino all’arresto, clamoroso, per il suo coinvolgimento nelle indagini sulla strage di Bologna. Fino alla sua scomparsa ed al ritrovamento del suo cadavere orrendamente mutilato.

Una biografia che si legge come un romanzo giallo. Ma a mettere i brividi è la consapevolezza che tutto quello che viene narrato è realmente accaduto.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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