la risaca. e il serraglio.

 

L’odore di soffritto di cipolle si mischia all’altro odore. Nicò punta sicuro alla porta sbagliata e quando la cicciona apre sfodera il suo miglior sorriso:

  • Sono il nuovo inquilino della signora Scintilla, ma forse ho sbagliato porta…
  • Si, hai sbagliato, la porta affianco – ride lei. Alle sue spalle si affacciano due ragazze, una avrà la sua stessa età, l’altra più piccola.
  • Piacere, Nicò. E scusate il disturbo
  • Nessun disturbo, se hai bisogno di qualcosa basta che bussi
  • Grazie gentilissima. Arrivederci.

Chiarito l’equivoco con la signora dalle figlie ridens Nicò suona alla porta giusta. Apre un uomo con gli occhiali il pizzetto e tre orecchie. Cioè, non è che abbia proprio tre orecchie, quello di destra è un orecchio normale. Quello di sinistra, invece, ha due lobi.

L’odore di erba rossa è davvero troppo forte. Risaca, la chiamano gli spagnoli. Basta l’odore e tutto quello che hai fatto la sera prima ritorna. In un vortice di pensieri e di risaca arrivano il vecchio zoppo e la sua rincorsa disperata, Rafaè di spalle di cui però si immagina perfettamente il ghigno, il pensiero di quanti orecchini si possono appendere su un orecchio bi-lobico e più di tutto il nuovo nome di quest’uomo qui:

“BOMBASTIC”, mister Loba-loba. Poi la voce di lei: “Nì, sei il solito cretino”. Si il solito.

  • Piacere, Nicò. Sono il nuovo.
  • Ciao, sono Matteo. Ti faccio strada.

L’odore è fortissimo, Bombastic visibilmente imbarazzato.

  • Si sente?
  • Si, da sotto il portone. Non ti preoccupare, non c’è problema.
  • Menu mali.

Calabrese. Non mancano mai. Quanti saranno?

Dalla porta di ingresso a quella della camera un lunghissimo corridoio. Dalla prima porta a sinistra, chiusa, reggae music e uno sbuffo rosso. Poi bagno e cucina. Altre tre porte, siamo tanti, pensa Nicò. La camera grande è la doppia che ha preso col compare. Ce n’è una aperta, un incrocio tra un edicola e un dojo. Un tipetto vestito di nero fa le flessioni su una mano sola. Sarà alto un metro e quaranta.

Sul tavolino basso un numero di Havock & Wolverine fa da base per una sigaretta sbriciolata. Nicò “deve” giocare la carta del cretino:

  • Bellissimo! Posso vederlo?

Prende il fumetto, tabacco per aria. E non solo.

  • Oh scusa! Non l’avevo vista! Ti aiuto a raccoglierla!

Brucelee annasca, la vena sulla fronte minaccia di scoppiare. Respiro profondo:

  • Non fa nenti, non l’hai fatto apposta.

Nicò porge un filtro e la sue migliore faccia da idiota:

  • Veramente, non so che dire, scusa, veramente! Mi chiamo Nicò, sono il nuovo inquilino.

La vena è scomparsa, le narici riacquistato forma umana. Si asciuga la mano sudata sulla canotta nera. Nero il pantalone, nere le espadrillas: un ninja giocattolo.

  • Piacere, Olindo

Con un nome così non c’è bisogno di inventarsi nient’altro.

Si apre la porta del cesso: magro come un cadavere e dello stesso colore, i capelli crespi vorrebbero essere lunghi e sono poco più di un riporto, tuta nera. Con un due dita si pizzica la patta e mette a posto il cavallo dei pantaloni.

Nicò spera che non gli tenda la mano. Non lo fa. Sollievo.

  • Bertrando

Ma siamo in Italia o no? E ne manca ancora uno.

  • Piacere, Nicò.

Lobaloba legge nel pensiero:

  • Manca Peppuzzu. Lo conoscerai a cena.

A cena puntuale arriva Peppuzzu: zoppica e porta occhialoni da cieco.

  • Bubububu-ona se-mmmmm-ra. Piaciri, sususu-gnu Pe-mmmmm-ppuzzu.

Minchia. Chissà che donne avranno, personaggi di sta razza.

Nico, come quello di Steven Seagal o come quella dei Velvet Underground? Quasi quarant'anni, legge, scrive, disegna, mangia e beve tutto quello che può. Crede profondamenre in quello che dice Michele Serra citando Freak Antoni che parafrasa Allen Ginsberg: "Le migliori menti della mia generazione - dicono - sono state distrutte dalla politica e dalla droga. Ma non è vero. Le migliori menti della mia generazione sono state distrutte dal professionismo". Pertanto, non si è mai professionalizzato: né nella chitarra (non so suonare ma suono lo stesso, punk in not dead), né in nessuna delle sue passioni. Se potesse salvare un solo libro e uno soltanto salverebbe "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov. Potendoci mettere un fumetto vicino salverebbe "Watchman" di Alan Moore. Ci sarebbero anche un film e un disco, ma questa è un'altra storia. Parla di se in terza persona come i bambini dell'asilo. Per sua fortuna ha una moglie che lo migliora molto e che ama tanto, e una meraviglia di figlia.

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