Armonia, la ragazzina di Pietragrigia

Armonia è una ragazzina curiosa, intelligente e, diremmo oggi, un po’ freaky… il problema è che vive nella noiosa Prugnasecca, costretta a dover studiare cose come il galateo! Proprio lei! Che sogna una vita avventurosa.
Ma un giorno tutto cambia. Niente è come immaginava… infatti, lei è la fanciulla-guerriero di Flavoria! Una magica terra abitata da strane ed adorabili creature. Ma il pericolo la rincorre, e porta i nomi di Zanna Avvelenata e del Grigio, tra gli altri.
Armonia di Pietragrigia è il libro d’esordio di Angelica Elisa Moranelli, che “adora i supereroi e simpatizza per gli zombie. Sogna una casa in campagna con una biblioteca infinta”, e quindi già ci piace a prescindere.
L’abbiamo intervistata per capire quanto è difficile scrivere un fantasy, e come si fa!
armoniadipietragrigia
Lasciamo la parola ad Angelica.
Qual è la più grande difficoltà nello scrivere un romanzo fantasy?
Credo che la più grande difficoltà sia riuscire a dare credibilità alla trama. Può sembrare strano, visto che parliamo di fantasia, ma se scrivi fantasy non vuol dire che sei autorizzato a buttarci dentro qualsiasi cosa ti passi per la testa, il lettore non è stupido, si rende conto di cosa funziona e cosa no. Quando si scrive una storia ambientata in un mondo fantastico, la più grande difficoltà (ma anche la cosa più esaltante) è riuscire costruire con precisione quel mondo, dandogli delle regole che non solo i personaggi della storia, ma anche l’autore è costretto a seguire, questo costringe chi scrive ad evitare facili e improbabili escamotage.
A cosa ti sei ispirata per “progettare” i mondi dove Armonia va incontro alle sue avventure?
Alla precisione chirurgica con cui Tolkien ha costruito il suo Arda, e al ribaltamento delle regole conosciute che J.K. Rowling ha usato per costruire il mondo dei maghi. In poche parole volevo per i miei personaggi un mondo fantastico con una sua storia, una sua geografia, delle leggi, ma che conservasse elementi in comune con il nostro mondo, elementi riconoscibili. Quindi un mondo in cui potessero convivere le antiche corti medievali, con tutto l’immaginario cavalleresco conosciuto, e automobili volanti rosa shocking, ad esempio.
Cosa deve fare uno scrittore che voglia scrivere un buon fantasy? Da dove deve cominciare?
È scontato ma direi dalla lettura. E non conta quanti libri hai letto nel corso della tua vita come semplice lettore, quando decidi che vuoi anche scriverli dovresti leggere libri in quanto “scrittore”, facendoti molte più domande, analizzandone gli intrecci, la costruzione dei personaggi, il modo in cui parlano. Questo non toglie alcun fascino alla lettura, per chi scrive è naturale cercare di capire perché un autore in un punto del romanzo ha fatto una scelta, piuttosto di un’altra. Poi per scrivere, nello specifico, un buon fantasy (e premesso che non sono nessuno per dare dei consigli, ma che questi sono gli insegnamenti di grandi scrittori che cerco di seguire) bisogna conoscere molto bene il genere, anche per evitare ingenuamente di scrivere cose già scritte: se nel finale del tuo romanzo l’anello viene distrutto gettandolo nel cratere di un vulcano, allora non hai letto Tolkien e questo è un grosso problema.
Quanto ti è servita “what if”, una delle domande più importanti che uno scrittore di fantasy deve tenere presente, secondo Neil Gaiman?
È da lì che inizia tutto. Credo che sia la domanda fondamentale, la base di partenza per chi scrive fantasy o almeno la base per me: prendere una situazione perfettamente normale e trasformarla, chiedendosi cosa accadrebbe se ne capovolgessimo del tutto le regole, è esaltante! E’ il motivo per cui amo scrivere fantasy.
Gli elementi per un fantasy vincente quali sono? E come evitare di scadere nei cliché?
Posso elencare quello che per me sono gli elementi che mi fanno amare un libro: un background accurato, da lettrice non devo essere costretta ad immaginare dalla A alla Z il mondo nel quale mi trovo, mi servono degli elementi, anche pochi, ai quali aggrapparmi per iniziare il viaggio.
Una trama ben strutturata, se neanche l’autore sa dove sta andando, di certo non lo capirà il lettore e l’autore deve sapere dove sta andando ben prima di iniziare a scrivere!
Personaggi ben costruiti: per me uno degli elementi più importanti della storia, se riesco ad entrare in connessione con i personaggi, quello per me è un buon libro.
L’originalità è un valore importante, ma non è il solo. Anche i cliché possono essere sfruttati a proprio vantaggio, basta farlo con intelligenza: Terry Pratchett ne è un esempio lampante e in qualche modo anche la Rowling lo ha fatto, prendendo i luoghi comuni più conosciuti del mondo babbano e trasferendoli nel mondo magico. Chi di noi leggendo Harry Potter si identifica nei babbani? Leggendo Harry Potter siamo tutti maghi… ecco un universo fantastico perfettamente credibile!
Godetevi “Armonia di Pietragrigia” di Angelica, pubblicato da 0111 Edizioni! Noi l’abbiamo letto, e aspettiamo con impazienza i volumi successivi!

 

Io vivo in due mondi paralleli, quello dei libri e quello degli esseri umani.
Ed è grazie al primo che sopravvivo al secondo.

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