Re Francesco o Franceschiello?

Di Francesco II, ultimo sovrano Borbone a sedere sul trono delle Due Sicilie, quasi tutti hanno sentito parlare, tuttavia l’immagine che emerge dalla maggior parte delle biografie in circolazione oscilla tra due poli opposti: da un lato c’è Franceschiello, il sovrano da operetta descritto da molti storici “unitari”, dall’altrocampoolieti c’è l’eroe di Gaeta, il nobile erede di Carlo III dei pamphlettisti borbonici.

A sottrarsi a queste due ricostruzioni, entrambe colpevoli di eccessiva semplificazione e schematizzazione, prova Giuseppe Campolieti con il suo Re Franceschiello – ed. Oscar Mondadori, euro 13-. A dispetto del titolo, concessione evidente al marketing, il libro è opera di notevole interesse ed equilibrio, pur nella sua agilità. Pur non nascondendo le proprie simpatie per il trono delle Due Sicilie, l’autore si sforza di ricostruire la figura di Francesco II, e del suo reale genitore Ferdinando II, facendo ricorso ad un ampio e variegato numero di fonti, tanto favorevoli quanto avverse a casa Borbone.

Il libro di Campolieti, di gradevole lettura, è costruito con sapiente equilibrio ed un attento dosaggio dei disparati apporti della memorialistica dell’epoca e degli studi storici più recenti. Quel che viene fuori è un ritratto a tutto tondo non solo dell’ultimo Re di Napoli, quanto di suo padre “Re Bomba” e dell’intero Regno delle Due Sicilie nell’ultimo trentennio della sua esistenza.

Quel che l’autore restituisce ai lettori è la figura di un giovane introverso chiamato, a soli 24 anni, a guidare un regno colto da una crisi destinata a rivelarsi fatale. Compito che, tuttavia, Francesco II assolverà con dedizione, profondo senso dell’onore ed insospettate energie.

Contributo non da poco alla piacevole lettura delle pagine del volume di Campolieti sono le godibilissime scene di vita quotidiana di casa Borbone, piccoli e grandi episodi ricostruite con certosino impegno dall’autore.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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