I 12 semifinalisti del Premio Strega 2015

Comunicati i dodici semifinalisti della LXIX edizione del Premio Strega:

  1. Il paese dei coppoloni (Feltrinelli) di Vinicio Capossela
  1. La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich
  1. Storia della bambina perduta (e/o) di Elena Ferrante
  1. Final cut (Fandango) di Vins Gallico
  1. Chi manda le onde (Mondadori) di Fabio Genovesi
  1. La ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia
  1. Il genio dell’abbandono (Neri Pozza) di Wanda Marasco
  1. Se mi cerchi non ci sono (Manni) di Marina Mizzau
  1. Come donna innamorata (Guanda) di Marco Santagata
  1. Via Ripetta 155 (Giunti) di Clara Sereni
  1. XXI Secolo (Neo) di Paolo Zardi
  1. Dimentica il mio nome (Bao Publishing) di Zerocalcare

“Constatiamo che in molti libri emerge in maniera originale ed efficace la drammaticità delle nostre vite e dei tempi in cui viviamo. E’ stato difficile scegliere e lasciare fuori autori e libri interessanti”, dichiarato Tullio De Mauro, presidente del Comitato direttivo e della Fondazione Bellonci “Abbiamo avuto la chiara percezione che il nuovo sistema di votazione abbia restituito fiducia a molti autori pubblicati da editori medio-piccoli”.

La prima votazione, ovvero lo spoglio dei voti degli Amici della Domenica, si terrà mercoledì 10 giugno in Casa Bellonci, sede della Fondazione. A questi voti si andranno aggiungere quello dei sessanta lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane, quindici voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero. La seconda votazione e la proclamazione del vincitore avverranno al Ninfeo di Villa Giulia, giovedì 2 luglio.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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