L’inconveniente di essere nati

“C’è un dio al principio, se non alla fine, di ogni gioia.

Non sono mai a mio agio nell’immediato, mi seduce solo quello che mi precede, quello che mi allontana da qui, gli istanti innumerabili in cui non fui: il non-nato.

Bisogno fisico di disonore. Mi sarebbe piaciuto essere figlio di boia.

Con che diritto vi mettete a pregare per me? Non ho bisogno di intercessori, me la caverò da solo. Da parte di un miserabile forse lo accetterei, ma da nessun altro, foss’anche un santo. Non posso tollerare che ci si preoccupi della mia salvezza. Poiché la pavento e la fuggo, che indiscrezione le vostre preghiere! Orientatele altrove; in ogni modo, non siamo al servizio degli stessi dèi. Se i miei sono impotenti, ho tutte le ragioni di credere che i vostri non lo siano meno. Anche supponendo che siano quali voi li immaginate, mancherebbe comunque loro il potere di guarirmi da un orrore più antico della mia memoria.

Che misera cosa una sensazione! L’estasi stessa non è, forse, niente più

Disfare, de-creare, è il solo compito che l’uomo possa assegnarsi, se aspira, come tutto lascia supporre, a distinguersi del creatore.

So che la mia nascita è un caso, un incidente risibile, eppure, appena mi lascio andare, mi comporto come se fosse un evento capitale, indispensabile al funzionamento e all’equilibrio del mondo.

Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre […]

Cos’hai, ma cos’hai dunque? – Non ho niente, non ho niente, ho solo fatto un salto fuori del mio destino, e ora non so più verso che cosa voltarmi, verso che cosa correre.”

 

E.M. Cioran – Adelphi

Mi capita di osservare il mondo attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica, ma alcuni degli istanti più belli li ho immortalati con la fotocamera del cellulare. Le immagini, così come le parole, riescono a raccontare la bellezza e la malinconia della vita, e tra una foto e l’altra provo a sedare le giornaliere, e troppo poco spesso amene inquietudini, lasciandomi coccolare dal mio gatto Macs. Una donna fusa stregata dalle fusa, che ama perdersi tra le pagine di un libro.

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