Arriva il califfo!

Il califfo che bussa alle porte di Roma, le decapitazioni, l’ansia e la paura dell’Occidente, la distruzione dei luoghi di culto cristiani e dei tesori d’arte del Medio Oriente. E’ senza dubbio questo il punto di partenza della riflessione che Pietrangelo Buttafuoco sviluppa nel suo Il feroce saracino –ed. Bompiani, euro 12-, ma il punto di arrivo è qualcosa dil feroce saracino copiai radicalmente altro rispetto a quanto si è soliti leggere su questi argomenti. Ancora una volta Buttafuoco conferma la sua fama di autore eretico, in questo caso doppiamente eretico: perché “fascista” e perché seguace del Profeta.

Abissalmente lontano da una lettura alla Fallaci degli eventi di questi ultimi anni, Buttafuoco apre uno squarcio sulla guerra civile islamica che si sta combattendo nella nostra contemporaneità, uno scontro di cui, in qualche caso, gli stessi protagonisti non hanno piena cognizione. Uno scontro che, nella interpretazione che ne dà l’autore, assume una dimensione apocalittica, nel significato pienamente trascendente del termine. Pagine dense eppure scorrevoli quelle con cui Buttafuoco mostra il volto di un islam ben diverso da quello incarnato dai tagliagole del Califfo di Raqqa. Un islam, quello di Buttafuoco, che è dialogante non perché laicizzato, bensì capace di confrontarsi con gli altri credenti dell’unico Dio proprio perché non ha perso la sua spinta trascendente. Ed è su questa base che, per l’autore, è possibile tentare di riannodare i fili di una trama comune con l’altra grande religione rivelata, quel cristianesimo che, però,  sembra ormai aver smarrito quel senso profondo del sacro evocato da Buttafuoco nelle sue pagine.

Ed è questa l’altro grande tema affrontato ne Il feroce saracino: il deserto spirituale dell’Occidente, e dell’Europa in particolare, la rinuncia al trascendente fatta non solo da società ormai pienamente laicizzate ed atomizzate, ma anche dalla stessa Chiesa Cattolica, risucchiata e travolta dal vortice della modernità. E’ questo enorme vuoto spirituale, probabilmente, il più grande ostacolo ad una reciproca comprensione ed alla ripresa di un confronto che se spesso è stato scontro, in tanti altri casi è stato dialogo aperto e franco. Ma il volume di Buttafuoco non si limita ad un’analisi “filosofica” del tema, offre anche un’analisi geopolitica non conforme, coerente con la visione eretica di un intellettuale esponente di punta di una “destra imperiale” difficile da incasellare negli schemi di una politica fatta di voltagabbana e partiti personali.

Forse il quadro disegnato da Buttafuoco in alcuni punti è fin troppo idilliaco, tuttavia resta affascinante. In particolare quando l’autore racconta della sua Siqillya, quella Sicilia impasto di tradizioni diverse, dove anche le chiese, nelle loro decorazioni, portano la traccia di una esperienza che viene da Oriente.

Insomma, le tesi di Buttafuoco possono essere condivise o meno, ma il narratore Buttafuoco non può non essere amato. Libro da leggere, anzi da divorare, Il feroce saracino, anche solo per gettare uno sguardo curioso ed anticonformista sull’altra metà della Luna.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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