Frankfurt Buchmesse. 67ª Fiera del Libro di Francoforte

Fiera del Libro di Francoforte

“Esplorare i confini” è il tema della 67ª edizione della Fiera del Libro di Francoforte, in programma dal 14 al 18 ottobre nella città sul fiume Meno. 7200 espositori per 104 Paesi i numeri diffusi dalla Buchmesse alla vigilia di questo importante appuntamento per il mondo dell’editoria. Una storia che ha inizio nel quindicesimo secolo, nel 1455, con la vendita delle prime 180 copie della Bibbia a caratteri mobili di Gutenberg e che, nel corso dei secoli, si è affermata sempre più tra i maggiori eventi editoriali in Europa e nel mondo (la prima edizione post guerra è del 1949).

Aperta innanzitutto agli addetti ai lavori – editori, agenti, responsabili dei diritti, scout, giornalisti (9.300) e bloggers (1.400, secondo la Fiera) – che avranno accesso esclusivo alle aree espositive nei primi tre giorni (nel 2014 furono 167.654 gli operatori presenti), i visitatori (101.880 lo scorso anno) potranno, invece, accedervi nel fine settimana.

Ospite d’onore di questa edizione l’Indonesia, con un padiglione dedicato: per orientarsi all’interno della vasta area – che rasenta i 200mila metri quadrati – è possibile scaricare l’app ufficiale della Buchmesse, un vademecum indispensabile per raggiungere i padiglioni ma anche gli oltre 4mila eventi e i contatti LinkedIn presenti nelle vicinanze.

Tra le curiosità di questa edizione, il cambio di rotta di Mondadori che non ha uno stand dedicato ma è presente con alcuni tavoli nel foyer della Halle 4.0.

Ha fatto invece ben più che discutere la scelta di inaugurare questa edizione con un discorso sulla libertà di espressione di Salman Rushdie: l’Iran ha comunicato infatti di non prendere parte alla Fiera, vista la sua contrapposizione allo scrittore, condannato a morte dall’ayatollah iraniano Khomeini nel 1988.

Come ogni anno, la Fiera è iniziata già nelle settimane precedenti all’appuntamento tedesco, con agenti letterari ed editori da tempo alla ricerca di nuovi casi editoriali e best seller: il libro più conteso e per il quale maggiore è l’attesa è The book of mirrors, dell’autore rumeno emigrato in Inghilterra Eugene Chirovici, opzionato da ben 23 Paesi prima ancora che il libro sia pubblicato (acquistato in Italia da Longanesi, la prima stampa è attesa per il 2017).

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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