A Natale siamo tutti #fattidilibri  

#Nataledilibri

Natale ogni anno arriva più o meno assieme alla legge finanziaria. Della seconda ci importa poco (e se anche ce ne importa, meglio non importarsene). Ma il Natale, be’… il Natale è un’altra cosa.

A Natale si può fare di tutto, tipo tutto quello che non fai tutto il resto dell’anno, tipo prenderti del tempo e fare le cose più belle bellissime.

Alcolibri Anonimi vi suggerisce di fare la cosa più bella, rivoluzionaria, anarchica, incontrollabile: LEGGERE.

E leggere cosa? Ecco un piccolo vademecum per perdersi nei meandri delle giornate di festa, annullando spazio e tempo, non dimenticando però di portare con sé queste cose: plaid, thè (è ammessa anche la cioccolata calda) e il compagno fedele di mille avventure, il libro.

Quale? Ecco alcuni suggerimenti.

Terapia di coppia per amanti

L’ultima opera di Diego De Silva, edita da Einaudi, indaga senza mezzi termini e lontano da ogni giustificazionismo il rapporto clandestino tra due amanti. Un uomo e una donna, entrambi sposati e immersi nei mille pensieri e preoccupazioni della vita quotidiana, si impelagano in una relazione extra coniugale che dà il via a una serie di riflessioni a due voci. E il fatto che sia un rapporto “non regolare” non cambia molto gli equilibri e le reazioni reciproche: lei, Vanessa, è “donna” con tutte le conseguenze uterine che ciò comporta; lui, Modesto, è “uomo” ma con quell’ironia che ci fa tanto pensare all’avvocato Malinconico, facendoci amare sin da subito questo personaggio dal nome buffo – Modesto Fracasso – e che di mestiere fa il musicista.

XXI Secolo

Il Natale, il Capodanno, il senso della fine, del compiuto e anche di un nuovo inizio. Un po’ come accade nel bel libro di Paolo Zardi, per Neo Edizioni, semifinalista al Premio Strega 2015. Tutto accade in un istante: Lui varca la porta di casa ma la sua famiglia già non esiste più. La moglie è in coma, i figli non ci sono. La vita cammina sull’orlo di un precipizio ma quell’istante – a partire dal quale nulla è più come prima – diviene punto di non ritorno e rivelazione di una verità nuova che porta alla riscoperta dell’umanità, unica chiave per trovare una soluzione. «E la soluzione è dentro di sé» come ci racconta l’autore.

La ragazza del treno

Avete mai acquistato un libro per un titolo? Di questo libro di Paula Hawkins, edito da Piemme, mi piace il titolo e quello che si è aperto dinanzi ai miei occhi quando ne ho letto la sinossi e visto il book trailer. E poi, in qualche modo, mi sono riconosciuta nella routine della protagonista, in questo sempre uguale – e solitario – andare e venire sui mezzi pubblici per raggiungere i luoghi della quotidianità. Ma cosa accadrebbe se in uno di questi trasbordi di vita si vedesse, per caso, qualcosa che sarebbe meglio non vedere?

Dindalè

Una parola che è tutto un programma, un modo ironico per dire “chisseneimporta” dinanzi alle risposte che non si vogliono dare e alle domande che sarebbe meglio non fare: un titolo che affonda le radici nei ricordi dell’infanzia dell’autore, Armando Vertorano, che pubblica questo e-book nella collana Racconti per la Pesci Rossi GoWare. Una raccolta di racconti in cui i personaggi sono presentati nel mezzo di situazioni di vita, in una apparente normalità, ma anche in frangenti onirici o paradossali, sempre contrassegnati da un velo di malinconia o di incompiutezza. Facendo emergere un punto di vista bizzarro sulle cose del mondo.

Babbo Natale è strunz

Stia lontano da questo libro chi pensa al Natale solo come a un trionfo di ghirlande e luminarie: no, non fa per voi. 80144 edizioni è la casa editrice specializzata in antologie di racconti irriverenti, e questo titolo ne è la piena conferma. Pubblicato qualche anno fa, Babbo Natale è strunz è la prospettiva del Natale da parte di chi il Natale lo vive, a volte lo subisce, ma sicuramente non lo vede con spensieratezza. A volte, però, è proprio la spensieratezza quella che i diversi personaggi vorrebbero raggiungere: laddove non è possibile, l’ironia, il disincanto, sono armi indispensabili per continuare a vivere.

L’invenzione della madre

Marco Peano, per Minimum Fax, scrive un libro di straziante bellezza, narrando la storia del più ancestrale degli amori – quello tra madre e figlio – e del più naturale e doloroso percorso di vita, che gli antichi riassumevano nell’espressione “i figli seppelliscono i padri”. Quella del dolore non è, però, via di disperazione ma consapevolezza di un amore che ama talmente da non voler sprecare nemmeno un istante.

Siete liberi di scegliere altri titoli e di inviarci i vostri suggerimenti. La cosa fondamentale è una e una sola: leggere!

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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