Il Mezzogiorno tra Longobardi e Normanni

La convulsa fase di passaggio dai principati longobardi al regno normanno, senza tralasciare l’estromissione di Bisanzio dal Mezzogiorno d’Italia, nel contesto dei più ampi scenari che vanno maturando nella Penisola ed in Europa. Questo il tema affrontato da Tommaso Indelli ne Il tramonto della Langobardia minor – ed. Gaia, euro 20-.

Uno scenarLangobardìa minorio ampio e complesso, quello evocato dall’autore. Sulla scena dell’Italia meridionale al volgere dell’XI secolo, infatti, si muovono numerosi attori, ciascuno con i propri obiettivi ed interessi: i principi longobardi, il Papato, l’Impero, Bisanzio, senza dimenticare i saraceni e, ultimi arrivati, i normanni. E proprio il ricostruire con chiarezza eventi di per sé complessi, anche a causa dei legami strettissimi che si intrecciano tra le varie dinastie regnanti e dei numerosi casi di omonimia, è uno dei principali pregi del volume di Indelli.

Punto di partenza è l’esame dei principati longobardi del Merzzogiorno: Benevento, Salerno, Capua. Attraverso le vicende di queste compagini statuali, vere eredi del regno longobardo di Pavia, è possibile cogliere non solo il dinamismo, la solidità e le ambizioni dei principati longobardi –basti pensare che Salerno arriverà a controllare buona parte dell’Italia meridionale nel momento di massimo splendore-, quanto la vivacità culturale di queste realtà. I longobardi furono tutt’altro che un corpo estraneo nella vita del Mezzogiorno medievale, come pure una vecchia scuola storiografica li ha dipinti, bensì rappresentarono l’elemento intorno a cui si costruì una realtà politico-culturale originale. Ed è probabilmente l’aver fatto luce su questo aspetto –anche grazie ad un corredo di note che costituisce un vero e proprio libro nel libro- uno dei meriti principali ascrivibili al volume di Indelli.

Dopo una breve, ma esaustiva, sintesi dell’origine della presenza longobarda nel Sud Il tramonto della Langobardia minor si concentra sulla fase conclusiva dell’esperienza longobarda: emergono così nelle pagine del libro, insieme a figure come quelle di Pandolfo di Capua o di Guaimario di Salerno, quei normanni destinati a costituire il regno che unificherà l’intero Mezzogiorno d’Italia.

Un lavoro agile ed al contempo approfondito, quello di Indelli, che apre uno squarcio su un momento decisivo nell’evoluzione non solo del Mezzogiorno, ma dell’intera Italia medievale.

Da sottolineare, infine, la pregevole qualità grafica del volume.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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