Disegni DiVersi

Jorge Luis Borges sosteneva di essere capace di scoprire la poesia ovunque: “nelle parole di un tango, nei libri di metafisica, nei detti popolari e addirittura in alcuni versi”. L’illustratore Sualzo, al secolo Antonio Vincenti, l’ha trovata nei versi di Silvia Vecchini, e da quei versi ha dato forma ad un progetto, Disegni DiVersi, che di recente è diventato un volume edito da Round Midnight Edizioni.

A far incontrare la poesia e l’illustrazione ci ha pensato una trasmissione radiofonica, Caterpillar. “ (…) lanciammo “vediamoci più spesso”, ovvero un appello agli ascoltatori disponibili a essere osservati come noi durante la puntata” racconta Sara ZambottiAntonio rispose all’appello, così per un paio di volte potemmo osservarlo mentre disegnava seduto al suo tavolo di lavoro, collegandoci con la webcam del mio pc mentre eravamo in diretta. Mi piaceva moltissimo entrare nel laboratorio delle sue storie ed essere appoggiati lì su quel tavolo ad osservare il disegno farsi. Da lì non ci siamo più lasciati. La poesia del lunedì è cominciata dentro questo atto di voyeurismo (…)”.

Le tavole di Sualzo rappresentano un astratto confine tra parola ed immagine, un non luogo in cui si fa fatica a comprendere quale delle due sia a raccontare l’altra. Un’apparente ambiguità che però non disorienta, tutt’altro, persuade il lettore a scegliere la forma narrativa più affine alla propria anima. Ogni poesia poi, è accompagnata da una dedica, e ciascuna, a suo modo, è forse un invito a respirare e ricordare chi siamo.

Tra tutte le poesie, la mia preferita è Ogni tanto mi piace.

Ogni tanto mi piace
lasciare in auto un vecchio cd
lasciarlo per quando toccherà a te
guidare da solo
scegliere proprio quello lì
immaginarti mentre guardi dal finestrino
e vedi il mio cappellino rosso,
la tua camicia, il lago, il concerto
la nostra panchina
come in un film.

Non so perché, ma questa idea dell’esserci nell’assenza mi rasserena.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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