Trame e complotti all’ombra della BCE

Bond, spread, Bce e speculazione sui mercati finanziari: stavolta questi non sono gli ingredienti per un articolo di un giornale economico o per un allarmato servizio del tg, bensì gli elementi intorno a cui L. K. Brass costruisce il suo I mercanti dell’Apocalisse – ed. Giunti, 8 euro-, un thriller ambientato nel mondo della speculazione finanziaria internazii merconale.

O almeno che in questo mondo trova i presupposti per avviare la vicenda che ha per protagonisti Daniel, enigmatica figura di investigatore solitario pronto ad indossare i panni del vendicatore, ed Anna, funzionaria della Bce trovatasi suo malgrado coinvolta in una speculazione internazionale condotta a colpi di mouse e di pistola.

E’ proprio dal perverso intreccio tra andamento dei mercati finanziari, insider trading e speculazione che prende avvio un tentativo di insabbiamento cui si oppongono, seppur con differenti motivazioni, i protagonisti del romanzo. Pagina dopo pagina, con un ritmo incalzante, l’autore narra della lotta tra Daniel ed Anna contro un  nemico invisibile quanto potente.

Un serrato susseguirsi di colpi di scena, rapidi cambi di situazione ed ambiente conduce il lettore verso un finale aperto, prodromo di ulteriori sviluppi della vicenda. E sono proprio il ritmo incalzante e la prosa fluente che consentono di superare alcune evidenti lacune nell’impalcatura narrativa de I mercanti dell’Apocalisse. Ad iniziare proprio dalla figura del protagonista, costruita in maniera volutamente enigmatica dall’autore, ma che in qualche punto rischia di essere semplicemente evanescente (oltre che poco originale: di eroi “senza passato” o con una doppia vita traboccano le pagine dei romanzi).

In buona sostanza il lettore in diversi passaggi deve affidarsi totalmente a quella “sospensione dell’incredulità” necessaria per digerire spunti poco verosimili. Lo sforzo più grande l’autore lo richiede nel momento in cui attribuisce al protagonista una vaga e generica capacità di prevedere il futuro. Un elemento che fa a cazzotti con la pretesa di offrire al lettore una trama verosimile e, soprattutto, espediente assolutamente inutile: nelle occasioni in cui questa “facoltà” viene messa in campo tante e tutte migliori sono le soluzioni che l’autore potrebbe utilizzare per risolvere la situazione.

Il lettore che, tuttavia, vorrà accettare il compromesso indicato in precedenza –la sospensione dell’incredulità- non resterà comunque deluso dalla lettura del romanzo di Brass: si tratta di un ottimo thriller da leggere sotto l’ombrellone o al ritorno da una passeggiata nei boschi.

Franz Ferdinad scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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