A BI BOOK. Piccoli lettori crescono

A BI BOOK

Il bambino è un lettore sin da piccolissimo? È quanto sostengono gli organizzatori di A BI Book, il Festival della lettura per la prima infanzia, nato dalla collaborazione delle cooperative bresciane Co.Librì e Zeroventi e giunto, quest’anno, alla seconda edizione. Dal 29 settembre al 15 ottobre, la città di Brescia diventa la capitale del libro per la prima infanzia: bambini d’età tra 0 e 3 anni, ma anche genitori, bibliotecari, educatori e animatori sono i protagonisti di queste giornate, tra conferenze, laboratori, letture, mostre, organizzate in giro per il centro della città. Tema scelto quest’anno: “Girotondo delle piccole cose”, in cui al centro sono gli oggetti della vita quotidiana.

«Fin dalla nascita il bambino può essere considerato un piccolo esploratore – il “pensiero madre” del Festival –. Instancabile e curioso, si muove toccando e manipolando tutto quello che incontra. Grande sarà la sua sorpresa quando riconoscerà nelle pagine di un libro i piccoli oggetti presenti nei cassetti, sopra il tavolo, tra i suoi giochi… Cercherà di afferrarli con le mani, ma presto si accorgerà che si tratta di illustrazioni. Anche così incomincia l’avventura di lettore». Un’avventura che si fonda, primariamente, sul rapporto tra genitori e figli, educatori e bambini, i primi in qualità di mediatori fondamentali al percorso di conoscenza e di educazione dei piccoli.

Tra i numerosi appuntamenti in programma, di particolare interesse la presenza di Sophie Fatus, illustratrice e autrice di numerosi libri per ragazzi; Matthieu Maudet, brillante illustratore francese, vincitore del premio “Nati per leggere 2013”, Fusako Yusaki, artista specializzata nella lavorazione della plastilina, con cui ha realizzato alcuni cortometraggi (tra cui, L’albero azzurro).

Un appuntamento imperdibile è “Libri veri, libri per tutti”, in programma mercoledì 5 ottobre, con la presentazione del libro Che rabbia! che inaugura la collana “I libri di Camilla” (Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili), che nascono per rispondere alla richiesta di libri con testo a codice multiplo, verbale e iconografico (comunicazione aumentativa e alternativa – CAA). Per la prima volta verranno pubblicati albi illustrati per l’infanzia da parte dei principali editori italiani, tradotti nel sistema simbolico WLS.

Puoi trovare il programma qui.

A BI BOOK

Perché A BI Book?

Valorizzare il ruolo dei genitori come educatori e mediatori att­ivi nelle pratiche della le­ttura.

Favorire lo sviluppo di spazi e servizi per l’infanzia, per sostenere le famiglie nel loro ruolo di promotrici della consuetudine al libro e alla libera lett­ura.

Contribuire a diffondere una cultura attenta ai bisogni psicologici dei bambini.

Dimostrare che il tempo trascorso con i bambini è straordinariamente importante.

Riconoscere che il bambino è un lettore fin dalla più tenera età.

Offrire occasioni di lettura per promuovere la consuetudine al libro cartaceo e digitale come strumento di crescita e di sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale.

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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